Uscire dalla depressione con la spirale ascendente

Da tempo le persone, soprattutto ora che la rete consente loro di confrontarsi più facilmente, discutono se sia possibile “decidere di essere felici”, non solo a dispetto delle avversità della vita, ma soprattutto eludendo i meccanismi del cervello che ci fanno vedere “tutto nero”.

È opinione diffusa, infatti, che gli stimoli ambientali, cioè le cause esterne, abbiano un’influenza relativamente limitata sul nostro umore, e che molto sia determinato dai processi chimici che si verificano fra le ossa del nostro cranio. Ecco perché – semplificando molto – ciascuno ha reazioni emotive diverse a parità di situazioni. Pensiamo, senza cercare casi estremi, alle purtroppo molte persone che perdono il lavoro: alcune soccombono alla disperazione, altre non si danno per vinte e mantengono comunque una certa fiducia nel futuro, anche se magari la loro esperienza pregressa e la loro figura professionale non sono più accattivanti di quelle di coloro che incassano male il colpo.

Capita, per meccanismi non del tutto sondati, che alcune emozioni inneschino nel cervello una spirale discendente di ulteriori emozioni negative, capace di condurre alla depressione.

Secondo il neuroscienziato Alex Korb, è possibile arrestare e invertire il percorso verso la depressione, non semplicemente “decidendo” di stare meglio (la depressione è una malattia, e non si può decidere di guarirne, così come non si può decidere di farsi passare il morbillo), bensì attraverso degli “esercizi mentali” che stimolano le aree del cervello capaci di produrre sostanze che contrastano la depressione. Allo stesso modo in cui si assumono psicofarmaci che contengono sostanze antidepressive, Korb sostiene che le medesime sostanze possano arrivare all’organismo grazie alla produzione endogena innescata dalle giuste riflessioni.

Invertire la spirale della depressione è possibile. E chi lo dice?

Alex Korb @PreFrontalBlog su Twitter) è un giovane ricercatore post-dottorale in neuroscienze della UCLA. Si è laureato in neuroscienze nel 2002 e ha conseguito l’equivalente americano del dottorato nel 2010.

Conduce le sue ricerche in due direzioni, principalmente il trattamento dei disturbi mentali e l’attività del cervello in pazienti depressi, per prevederne la reazione ai medicinali e migliorare le cure.

Tiene anche un blog, intitolato “Pre Frontal Nudity – The Brain Exposed” e ospitato su Psychology Today, in cui dispensa riflessioni e consigli per avere un atteggiamento più incline alla felicità con una terminologia comprensibile ed esempi alla portata di tutti.

Recentemente ha pubblicato il libro dall’evocativo titolo: The Upward Spiral: Using Neuroscience to Reverse the Course of Depression, One Small Change at a Time (“La spirale ascendente: usare la neuroscienza per invertire il corso della depressione, un piccolo cambiamento alla volta), in cui promette di spiegare tutti gli accorgimenti da mettere in pratica per “fregare” il cervello e fargli fare inversione di marcia, al di fuori del baratro della depressione.

5 trucchi realmente praticabili per sentirsi più felici

Recentemente, Korb ha condiviso sul suo blog cinque piccoli trucchi per sentirsi un po’ più felici.

È lo scienziato stesso a specificare che il percorso verso il benessere interiore è fatto di ben più di questo, e che occorrono numerosi piccoli cambi di abitudini e atteggiamenti, ma intanto ecco un punto di partenza, fatto di azioni semplici, che si possono realmente mettere in pratica.

#1 Stare un po’ al sole

Il cervello umano – dice Korb – ha bisogno di luce per funzionare, ed esporsi un po’ al sole aumenta il rilascio di melatonina, che favorisce un buon sonno, con tutte le sue positive conseguenze.

#2 Muoversi

Al cervello è sufficiente poco movimento per attivare i neuroni della serotonina: una rampa di scale o un giretto sotto casa. Più attività fisica, però, come gli sportivi sanno, stimola i circuiti di dopamina e norepinefrina; tradotto: più buonumore.

#3 Fare stretching

Korb spiega che il cervello interpreta la sensazione di muscoli irrigiditi come la conseguenza dello stress. In pratica: si stressa perché si crede stressato. Allungare e rilassare i muscoli con un po’ di stretching diminuisce, di conseguenza, il livello di stress.

#4 Farsi fare un massaggio

Il massaggio favorisce la produzione di ossitocina, che contrasta l’ansia, e aumenta i livelli di serotonina. Korb raccomanda di non rinunciare ai benefici del contatto fisico e, in mancanza della possibilità di sottoporsi a un massaggio, farsi almeno abbracciare da un amico.

#5 Fare un bel respiro

Il consiglio più comune e inflazionato ha un fondamento scientifico. Analogamente al caso dello stretching, il respiro rilassa il corpo e invia al cervello un messaggio di quiete, calmandolo di fatto.

Chi ha voglia di leggere può trovare qui il libro del di Alex Korb:

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