Come smettere di controllare gli altri e vivere felici

Guardare continuamente la propria mail, il social network preferito o i messaggi sul cellulare. Dare spessissimo consigli agli altri e sentirsi rifiutati quando non vengono accolti; offrire aiuto insistentemente anche a persone che si conoscono da poco per compiti impegnativi…

 
Se la mancata risposta a un sms; se le aspettative nei confronti degli amici, del partner, dei parenti diventano una fonte inesauribile di ansia, quasi sicuramente ci si trova di fronte ad una situazione in cui, per sentirsi più sicuri, è necessario controllare gli altri.Chi soffre di “manie del controllo” si carica di un peso superiore a quanto può sostenere.

Ritiene di avere il “dovere” di sapere cosa stanno facendo gli altri, vive nella paura di essere abbandonato e si lega con un cordone invisibile ad eventi esterni, sottraendo di fatto risorse ed energie ai propri obiettivi e a ciò che è realmente importante per la propria vita. 

A chi non è mai capitato un ex che telefona insistentemente anche dopo la fine di una storia?
Un amico che insiste per aiutarti nelle faccende o che sommerge di consigli non richiesti?
Più banalmente, chi non ha mai aperto ogni 30 secondi Whatsapp perché “ha visualizzato ma non mi ha ancora risposto”?

L’origine del “male”

Tutti questi atteggiamenti, indicano un bisogno di controllare la realtà e gli eventi esterni al di fuori della sfera d’azione dell’individuo.

Spesso, chi ha bisogno di controllare gli altri viene da una famiglia iperprotettiva, in cui non si sentiva libero di esprimere il proprio potenziale, di vivere i propri rischi e commettere i propri errori.


Un’altra situazione tipo è la
pressione di un genitore perfezionista, con elevate aspettative nei confronti del figlio.
Ancora, la mania di controllo può nascere dall’incapacità di trovare la propria strada.

Una fondamentale verità

Le persone che hanno costantemente bisogno di monitorare i comportamenti altrui, sono insicure e profondamente irrealizzate, inconsapevoli di una fondamentale verità: l’unica cosa che un individuo può controllare è la propria vita.

In certe situazioni limite in cui si comprende di non avere potere sul controllo degli eventi come per esempio: un lutto, la perdita del lavoro o la fine di un’importante relazione, capita di voler controllare gli altri per non affrontare il dolore o modificare i comportamenti dannosi. 

Tre motivi per smettere di controllare gli altri

  • Controllare gli altri è un’immensa fonte di stress, toglie energie preziose che potrebbero essere impiegate nella realizzazione dei propri progetti e dei propri sogni.
  • La mania di controllo fa perdere autostima, toglie la capacità di azione, espone la propria esistenza a persone senza scrupoli disposte ad approfittarsi delle debolezze degli altri. Controllare gli altri rende schiavi e fa instaurare legami asfittici basati su paura, ricatto ed emozioni negative.

 Tre passi per smettere di controllare gli altri e vivere felici

  • Essere consapevoli delle proprie azioni, prendere coscienza del problema. Rendersi conto di quando si stanno mettendo in atto comportamenti non più produttiviChiedersi se il favore che si sta facendo ad un amico è disinteressato o se è un modo per costringere l’altra persona ad agire secondo la propria volontà. Prendere coscienza del perché si usano i mezzi tecnologici: lavoro, piacere o controllo?
  • Fermare consapevolmente i propri atteggiamenti negativi. Esercitarsi nella difficile arte di dire qualche no, smettere di offrire servizi e favori, fare qualche giorno al mese di digiuno tecnologico (tenere il pc spento, e lo smartphone lontano).
  • Constatare l’effetto del cambiamento nei rapporti con il resto del mondo. Eliminare i rapporti non più produttivi, quelli basati sui favori e sul controllo e lasciare entrare nella propria vita persone libere, capaci di provare sentimenti autentici e di accettare gli altri così per come sono.

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