Contro la violenza sulle donne ci vogliono ‘cose da uomini’

La violenza sulle donne non riguarda solo le donne. In genere, quando si sente parlare di questo argomento, oltre a foto più o meno brutali, si trovano testimonianze delle donne vittime di violenza, delle donne che operano per il recupero di quante hanno il coraggio di denunciare, di donne che cercano di sensibilizzare altre donne a riconoscere la violenza e a dire no.

Tutto giusto, ma perché non si pensa anche ad educare gli uomini?

Pensare di arginare un problema così grave, che ha numeri equivalenti ad una strage (una donna uccisa ogni 3 giorni) in un Paese ‘civilizzato’ come l’Italia, senza passare per una ‘rieducazione’ dell’uomo italiano, è utopia.

Con questa idea nasce #COSEDAUOMINI, un progetto finanziato dalla Commissione Europea e dal Dipartimento delle Pari opportunità, che mette l’accento proprio sull’uomo e soprattutto all’uomo si rivolge: “L’obiettivo principale è quello di abbandonare le rappresentazioni di donne come vittime deboli e maltrattate e mostrare l’altra faccia del problema: il comportamento sbagliato degli uomini. Il progetto si propone quindi di creare consapevolezza sul tema, coinvolgendo positivamente uomini e ragazzi e mettendoli in prima linea in questa lotta, come attori del cambiamento. Il nuovo messaggio è che gli uomini devono respingere la violenza contro le donne e diventare attori essi stessi nella lotta a questo fenomeno in preoccupante aumento.”

Un progetto bello, ambizioso, intelligente e soprattutto giovane. Creato e scritto da Fabrizia Midulla e diretto da Mauro Uzzeo, sceneggiatore di fumetti italiani tra i più famosi (Dylan Dog, giusto per citarne uno) e di video per molti gruppi musicali italiani, #COSEDAUOMINI guarda il problema da un punto di vista completamente differente, ma che forse è il più efficace.

Prende i 5 motivi principali che sono alla base degli episodi di violenza sulle donne, che, lo ricordiamo, nell’80% dei casi vedono proprio i partner, mariti, fidanzati, compagni, come aguzzini, e crea 5 mini-episodi di un’omonima serie, per spiegare agli uomini che un’altra soluzione c’è sempre.

È la storia di cinque amici che giocano a calcetto insieme, e stanno partecipando a un torneo. All’inizio le cose vanno bene: sono affiatati, segnano, si divertono, ma i problemi che ognuno di loro ha nella vita privata s’insinuano sul campo: Massimo, preso dalla gelosia per la sua ragazza, comincia ad assentarsi sempre più spesso, lasciando i compagni in minoranza; Nicola, frustrato dalla disoccupazione e dal senso d’inferiorità verso la compagna, non accetta il cambio di ruoli dovuto all’assenza di Massimo e gioca sempre peggio; Riccardo, a sua volta, non riesce a sintonizzarsi con il sostituto di Massimo, Stefano, perché è il figlio di Paolo e lui, che è appena diventato papà, di figli non ne vuole proprio sapere; persino Paolo, il più “anziano” e saggio del gruppo, finisce per sfogare sul campo la rabbia dovuta alla separazione con sua moglie e litiga con tutti.

Mauro Uzzeo, il regista, insieme all’autrice e vari membri della produzione e del cast, stanno girando in questi giorni nelle scuole italiane per presentare il progetto, per parlare con i ragazzi, ma soprattutto per ascoltare cos’hanno da dire.

Mauro, presentando i corti davanti a varie platee, di ragazzi ed adulti, finora, che tipo di considerazioni fai sulle reazioni?

#CoseDaUomini è strutturato in maniera tale da rivolgersi a persone di età diverse. È stato scritto in modo da attraversare le principali problematiche uomo/donna cui si rischia di andare incontro in momenti diversi della propria vita. Per questo il protagonista sedicenne affronterà un problema tipico della sua età, che sarà molto diverso da quello che invece affronta l’uomo separato sulla cinquantina.

Il linguaggio stesso cambia nel corso della serie per adattarsi a quello che viene raccontato.

Questo solitamente porta le persone che guardano la serie a un’escalation emotiva che comincia lenta e poi cresce ed esplode sul finale.

Non sono stati pochi gli adulti, principalmente maschi, che sono venuti da me, dopo averla vista, con gli occhi lucidi e un po’ commossi per le sorti dei cinque protagonisti.

E questo, chiaramente, non può che riempire me e Fabrizia (la sceneggiatrice) di gioia.

È possibile che questo progetto abbia un seguito o un possibile spin-off magari legato ad altre problematiche importanti, usando sempre la stessa tipologia di personaggi?

Nulla è impossibile, soprattutto quando si parla di raccontare per immagini. Mi piacerebbe molto raccontare l’altra metà del cielo. Cosa ne pensano, le donne raccontate, di quello che nel frattempo stava avvenendo nelle menti dei loro partner.

Il dialogo e il confronto con l’altro, sono lo strumento principale per la crescita e la maturità. E il problema principale di ogni relazione è la chiusura.

Le persone dovrebbero parlarsi un po’ di più. E non dimenticarsi mai dei baci.

 I 5 episodi si possono guardare gratuitamente sul sito http://cosedauomini.eu. Una visione consigliata non solo ai ragazzi, ma soprattutto agli uomini.

 

Francesca Marrucci

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