Counseling

Il Counseling, è un’attività professionale che ha, specie in Italia, una storia piuttosto recente. Le prime vere scuole e associazioni si sono formate alla fine degli anni ’80. Si tratta di una ‘’disciplina’’ volta ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità dell’individuo in particolare promuovendo e stimolando quelle che sono le capacità decisionali proprie dello stesso, e tutti gli atteggiamenti propositivi.

Per counseling si intende dunque, un’attività finalizzata a consentire a un soggetto una visione maggiormente realistica ed obiettiva oltre che di se stesso, anche dell’ambiente circostante e del contesto sociale in cui vive ed opera. Il counseling, è senza dubbio prima di tutto una professione di aiuto, dove il ‘cliente’ (il termine paziente non è qui utilizzato) svolge un ruolo decisamente attivo nel superare e trovare una soluzione ai propri problemi. Questo orientamento, si basa quindi su competenze relazionali per agevolare l’autoanalisi e l’autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza ed il potenziamento delle proprie risorse personali per migliorare non soltanto il proprio stile di vita ma anche la qualità.

In questo ‘’percorso’’ di breve durata (solitamente infatti si arriva ad un massimo di circa dieci incontri composti da sedute di massimo 60 minuti), il cliente è guidato da un counselor; questa figura, ha il compito di favorire l’utilizzo e lo sviluppo delle risorse personali del cliente, aiutandolo ad esaminare dettagliatamente le varie situazioni in cui quest’ultimo si trova ‘bloccato’ e soprattutto, ad eliminare o correggere quegli atteggiamenti o comportamenti che si rivelano problematici ed invalidanti per una qualsiasi svolta, in modo da poter originare un cambiamento positivo da cui partire e muoversi in avanti. Grazie a ciò, non solo il soggetto che richiede supporto acquisterà l’autonomia necessaria per affrontare le difficoltà future, ma rinforzerà le proprie capacità di scelta nei momenti di crisi.

Il lavoro dunque, si concentra maggiormente su conflitti, emozioni, pensieri e percezioni, ma sempre in una relazione di tipo paritaria tra professionista e cliente; infatti,il ruolo attivo di colui che chiede aiuto è un presupposto necessario quanto fondamentale ai fini di un intervento efficace e davvero utile al miglioramento.

Il counselor, attraverso la comunicazione interpersonale,l’ascolto e l’empatia promuove un vero e proprio processo di empowerment, ossia, un percorso di crescita personale basato sull’autodeterminazione e sull’incremento della stima di se, entrambi requisiti essenziali per portare alla luce qualità latenti e rendere l’individuo consapevole del proprio potenziale. In questo percorso un valido alleato sono i libri di crescita personale come ad esempio Le vostre zone erronee di cui vi proponiamo il riassunto.

Il soggetto, viene quindi aiutato (mantenendo libertà di scelta e autonomia) ad avere una visione più completa, veritiera e realistica dei problemi riuscendo così a trovare in  prima persona soluzioni adeguate. Grazie a questo tipo di supporto, dove il professionista non si sostituisce al cliente nel ruolo primario dell’elaborare risposte efficaci a situazioni difficili e problematiche, si innesca nell’individuo un processo di rinnovata fiducia in se stesso e la consapevolezza piena delle proprie doti.

Oltre al sostegno e al supporto individuali, l’attività di counseling ben si presta a fornire aiuto di gruppo  o nelle scuole e anche nelle realtà aziendali; insomma, lì dove superare eventuali tensioni e mettere da parte ostilità che possono compromettere il benessere generale e l’andamento gestionale risulta essere senza dubbio necessario.

Nonostante i molteplici punti forti di questa professione di aiuto, occorre ricordare che il counseling non è esente da critiche. Infatti, non sono poche le critiche mosse da una parte della categoria degli psicologi; le medesime riguardano principalmente due punti: la non regolamentazione della professione di counseling, e l’attività di ‘consulenza psicologica’ svolta da counselor che non sono psicologi iscritti all’ordine e che quindi compirebbero un esercizio abusivo della professione; di contro, le associazioni di categoria di counseling sostengono diversamente.

Insomma: questa è una diatriba tutt’oggi in atto, e destinata a restare aperta ancora a lungo!

 

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