Dipendenza da internet? Multitasking, danni e rimedi

Dipendenza da internet: troppe informazioni e la superstizione sale alle stelle!

Newsfeed, Facebook, Twitter, e-mail, Whatsapp, blog e giornali. Essere connessi, aggiornati, on-line e social è la prerogativa del nostro tempo.

Le informazioni sono il pane quotidiano di ogni persona, soprattutto perché grazie a internet e alle connessioni a fibra ottica, si vive ogni giorno immersi in un flusso continuo di dati.

Un leggero mal di testa? Il sito di medicina sarà lì ad illustrarti cause, rimedi e cure.

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Il figlio del cugino della tua collega forse ha avuto la febbre dopo il vaccino? Su internet troverai mille prove inconfutabili del fatto che i vaccini fanno male o meglio, che i vaccini sono il male.

Dipendenza da internet: troppe informazioni e il cervello va in tilt!

Sicuramente a tutti sarà successo di surfare fra le onde del web in cerca della soluzione ad un problema, sbirciando le pagine di Facebook delle proprie ex o della collega antipatica; provocandosi crisi di depressione e invidia studiando le foto delle vacanze alle Bahamas del capo mentre nel frattempo il sito di medicina diceva chiaramente che i sintomi erano quelli di un tumore al terzo stadio e con l’e-mail sempre aperta perché non si sa mai che arrivi quella comunicazione lavorativa importante mentre si controllano le newsletter delle offerte del supermercato.

Il problema è che tutte queste informazioni vengono assunte contemporaneamente mentre, il cervello umano non è programmato per il multitasking.

Dipendenza da internet: multitasking e problemi d’attenzione

Il cervello umano non è programmato per compiere più azioni allo stesso tempo. L’idea di poter processare molti dati contemporaneamente non è altro che una dannosa illusione.

Dannosa illusione perché di fronte all’idea di aumentare la produttività con più informazione (consultando più studi, leggendo più articoli, reperendo più materiale nell’immensa biblioteca virtuale, ormai alla portata di tutti) in realtà si danneggia la qualità del lavoro e le qualità del cervello.

Come scrive infatti il neuroscienziato Daniel J. Levitin sulle pagine del Guardian

“Even though we think we’re getting a lot done, ironically, multitasking makes us demonstrably less efficient”.

Dipendenza da internet: multitasking e dopamina

Il multitasking infatti, dietro l’illusione di fare aumentare la produttività, contribuisce in misura determinante ad aumentare la produzione di cortisolo (l’ormone dello stress) e adrenalina, l’ormone che favorisce le reazioni “flight-or-fight”, compromettendo la capacità di ragionamento e concentrazione.

Come se non bastasse, si innesca nel cervello il rilascio di dopamina, ed è proprio questo processo che crea nel cervello il meccanismo di ricompensa che porta irrimediabilmente a cercare sempre più stimoli esterni e come se non bastasse, anche la corteccia prefrontale subisce dei danni da questo eccesso di attenzione.

È stata infatti riscontrata una distorsione cognitiva che riguarda quest’area del cervello (che per intenderci è la più evoluta ed è quella che si attiva nel momento in cui si devono prendere delle decisioni sensate): viene continuamente distratta da ciò che è nuovo.

Dipendenza da internet: i risvolti più gravi

Tra il serio ed il faceto, si vedranno adesso i reali costi della dipendenza da internet.

-La dipendenza da internet danneggia la produttività, causa ansia e danneggia la capacità di concentrazione.

-L’eccesso di informazioni può causare Information Anxiety e Information Fatigue Syndrome: due condizioni in cui le facoltà cognitive vengono danneggiate dal sovraccarico cognitivo, causando stress e ansia da prestazione informativa.

  • Nei casi più gravi si può arrivare ad una dipendenza da information overload; ipocondria informatica e dipendenza dal porno.

Dipendenza da internet: 3 passi per contrastarla

1- Per risolvere un problema, il primo passo è prenderne coscienza.

Prendere atto del fatto che si è innescato il meccanismo della dipendenza e che navigare fra le pagine di internet non è per il “nobile” scopo di informarsi ma solo un’abitudine viziatica che porta a terribili conseguenze in termini di produttività, concentrazione, qualità della vita in generale e rapporti umani (sfido chiunque a dire di non aver controllato la propria mail mentre era ad un appuntamento!).

2- Prendere coscienza del problema è un passo, ma per avere effetti pratici è necessario agire.

Iniziare a comprendere i sintomi del sovraccarico (tachicardia, nervosismo, atteggiamenti compulsivi) e imporsi di chiudere le pagine del browser internet ogni volta che ciò avviene.

3- Economia cognitiva.

Eliminare drasticamente tutte le fonti di informazioni che nella vita non sono fondamentali. È davvero necessario essere loggati su Facebook 24 ore su 24? Controllare ogni ora Repubblica o il Corriere della Sera e aggiornare continuamente la pagina della mail?

Ridurre le fonti di informazioni e focalizzarsi su un’azione alla volta. È una sfida difficile ma va provata, almeno per una settimana, per comprendere ciò che è davvero importante per l’economia personale (cioè raggiungere i veri obiettivi della vita) e ciò che alla lunga risulta solo distrazione e rumore di fondo.

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