Disturbo ossessivo compulsivo (DOC)

Il Disturbo ossessivo compulsivo, conosciuto anche come DOC (in inglese OCD), è un disturbo d’ansia caratterizzato da pensieri, impulsi ed immagini ricorrenti che innescano un ‘circolo vizioso’ per il quale chi ne è affetto è “obbligato” ad attuare azioni ripetitive.

Il DOC, come facilmente intuibile, si contraddistingue per la presenza di due sintomi principali quali, ossessioni o compulsioni, o più comunemente da entrambe.

Un’ossessione, può essere definita come un’immagine o un pensiero intrusivo e involontario, che si presenta nella mente del soggetto e viene percepito dallo stesso come incontrollabile. Tali ossessioni che causano ansia e sofferenza sono avvertite come disturbanti, e considerate irragionevoli ed eccessive.

Coloro che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo, solitamente temono oltremisura di essere contaminati da germi e dallo sporco o da virus; spesso, sono addirittura terrorizzati dall’essere responsabili di eventi catastrofici, di provocare incidenti o arrecare inavvertitamente danni a sé o ad altri. Un fattore invalidante e fortemente presente è quindi la ruminazione; con questo termine si ci riferisce all’atto di pensare e ripensare in modo incontrollabile allo stesso argomento, evento o problema, e ai ripetuti tentativi di trovare a questi una risposta o una soluzione adeguata. Infatti, gli individui affetti da DOC possono (e generalmente hanno) avere dubbi persistenti su molteplici aspetti riguardanti la propria vita (orientamento sessuale, sentimenti che nutrono per il proprio partner ecc.) anche se sono consapevoli e di solito riconoscono che tutto ciò non è giustificato.

Queste idee ossessive, attivano emozioni e sensazioni particolarmente intense e sgradevoli come paura e disgusto, con la conseguente necessità di fare il possibile per gestire il proprio disagio e in qualche modo rassicurarsi. E’ proprio a questo punto, che ‘’entrano in gioco’’ le compulsioni. I comportamenti ossessivi sono legati sovente a comportamenti compulsivi (quali controlli continui ed eccessivi o ad esempio rituali di pulizia) che riducono l’ansia associata.

Le compulsioni dunque, tipiche del disturbo ossessivo compulsivo, sono atti ripetitivi o azioni mentali finalizzati a contenere e in qualche modo controllare il disagio emotivo. Le compulsioni, facilmente assumono connotazione di rigide regole comportamentali.

Il Doc colpisce in egual misura uomini e donne, e può esordire già nell’infanzia, in adolescenza o nella prima età adulta; nella maggior parte dei casi i sintomi si presentano prima dei 25 anni o comunque durante l’età infantile.

Se non curato adeguatamente il disturbo oltre a cronicizzarsi si aggraverà progressivamente nel tempo.

In questi casi, il trattamento psicoterapeutico per eccellenza è rappresentato dalla psicoterapia cognitivo- comportamentale.  Questo orientamento si avvale dell’approccio congiunto di due tipi di psicoterapia, quella cognitiva e quella comportamentale. La tecnica più utilizzata in ambito comportamentale (per efficacia dimostrata scientificamente) nella cura del disturbo ossessivo compulsivo è l’esposizione e prevenzione della risposta: l’ansia tende infatti a diminuire in modo spontaneo dopo un lungo periodo di contatto con l’agente scatenante.

Sostanzialmente invece, la psicoterapia cognitiva mira alla cura del disturbo mediante la modifica di alcuni processi di pensiero automatici disfunzionali, agendo nello specifico sull’importanza eccessiva attribuita dal soggetto ai propri pensieri e alla propria responsabilità.

Per quanto riguarda la cura farmacologica, di recente si tende ad impiegare degli inibitori selettivi della recaptazione della serotonina; (in quanto pare che questi abbiano minori effetti collaterali rispetto ai farmaci precedentemente usati) tuttavia, il trattamento farmacologico costituisce ‘’soltanto’’ un aiuto, ad esso va sempre e comunque affiancata (ed è raccomandata) una psicoterapia.

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