Gli ebook salveranno l’editoria italiana?

Un settore in rapidissima crescita

Il mercato dell’editoria italiana è in trasformazione. Un po’ tardi, ma il mondo e le tecnologie moderne sono arrivate persino nell’iperconservatore Bel Paese. Lo conferma l’AIE (Associazione Italiana Editori) che certifica un aumento esponenziale dell’offerta di eBook dallo 0,2% del 2009 all’8,3% del 2013, con un aumento dei lettori del 45,5%, attestandolo nel 2012 in 1,6 milioni. Le cifre sono ancor più incoraggianti se si esaminano le vendite che, sempre nel 2013, toccano un aumento del 43,1% con quasi un milione di copie vendute.

A testimoniare che gli eBook rappresentano una risorsa fondamentale non solo per l’editoria, ma per tutto l’indotto, basti guardare i dati degli acquisti dei vari tipi di device per la lettura dei libri digitali:

smartphone +85,6%, tablet +280% ed il dato impressionante degli eReader a +650%!

Una situazione complessiva meno rosea

Cifre incoraggianti, certo, soprattutto se si considerano invece i dati complessivi che sono meno edificanti. In pratica, secondo il Rapporto AIE, l’unica voce in crescita è quella degli eBook, che trascina anche le vendite dei titoli italiani all’estero e che, nel 2013, è arrivata complessivamente a coprire il 12% dei titoli in commercio.

Per contro diminuiscono gli editori (-1%) e di questi solo il 25% ha pubblicato più di 10 titoli in un anno. Diminuiscono i lettori (-6,1%), diminuiscono i titoli pubblicati (-4,1%), diminuiscono le copie vendute (-2,3%), diminuiscono i libri in cartaceo (-4,1%).

La passione per la lettura non è mai stata una caratteristica italiana, è vero, ma i dati che ci presenta l’AIE sono particolarmente sconfortanti se è vero che il Rapporto cita testualmente: “La lettura cala in tutte le dimensioni socio-demografiche che la rappresentano: tra i giovani 6-14enni del -7,4%; tra le donne del -4,7%; tra i forti lettori (+12 libri l’anno) del -10,3%; nelle regioni del Sud (-9,8%) e delle Isole (-11,2%).

Calano le vendite del cartaceo e delle piccole librerie

È interessante anche notare come nella vendita calino drasticamente ipermercati e supermercati, pesante il calo di vendite nelle librerie indipendenti, mentre il segno positivo lo riportano solo le librerie legate alle grandi catene e l’eCommerce (+12%).

Non siamo gli unici, nel complesso, a calare nelle vendite dei libri in cartaceo, il fenomeno è collettivo, in gran parte all’estero dovuto alla rapida diffusione dell’eBook. L’unica nota positiva è che siccome in Italia tutto arriva più lentamente, da noi il calo è ancora contenuto rispetto ad altri Paesi. C’è anche da dire che qui si è sempre venduto di meno, quindi, anche a voler essere positivi, la situazione non è delle migliori.

Si traduce sempre meno in italiano, altro dato sconfortante, -24% nel 2013. Il 60% delle traduzioni provengono dal mondo anglosassone.

Quali generi vanno?

È singolare che siano proprio i generi che in Italia sono spesso disprezzati dal gotha letterario, quelli che trascinano il nostro moribondo mercato: la fiction (fantascienza, fantasy, horror, gothic, ecc.) ha raggiunto nel primo semestre del 2014 ben il 40% delle vendite complessive di libri.

Se consideriamo poi che i libri per bambini e YA (Young Adult) insieme rappresentano quasi il 50% delle vendite (rispettivamente 2,5% e 42,6%) e mettiamo questo dato insieme alla crescita delle vendite online e dei dispositivi per leggere eBook, appare chiaro che questi ultimi sono l’unica speranza per la sopravvivenza di un trend che lentamente, ma inesorabilmente, sta portando all’agonia l’editoria italiana.

I prezzi bassi, mantenuti tali dall’IVA al 4% che l’Italia, la Francia ed il Lussemburgo hanno inteso applicare agli eBook, inimicandosi la Commissione Europea, equiparandoli in tutto e per tutto ai libri in cartaceo, facilita l’acquisto dei più giovani ed è chiaramente su questi che questi Governi puntano per risollevare in futuro le vendite.

Le generazioni future e la situazione nelle scuole

Ma certo non si può trattare di una speranza fiduciosamente legata al fatto che i bambini leggono di più (+12% rispetto agli adulti), visto che anche in questo caso i dati ci danno un quadro di prospettiva preoccupante della situazione lettura nelle scuole. La lettura infantile cresce troppo lentamente nel nostro Paese (solo l’8% in 18 anni!) e i dati ci dicono che il 42% dei ragazzi non ha mai letto libri oltre a quelli scolastici.

Quindi, l’ideale sarebbe un’educazione all’eBook anche per gli adulti. Ma in Italia, si sa, c’è ancora chi non usa la carta di credito perché la crede sinonimo di truffa assicurata, la diffidenza per gli eBook permane e resiste, nonostante le nuove tecnologie e la presenza imperante degli smartphone.

I vantaggi dell’eBook: favorevoli

È indubbio che tenere in mano, sfogliare o scegliere un libro in cartaceo ha un fascino ineguagliabile per i lettori tradizionali, ma questi sono troppo pochi, come abbiamo visto, per garantire se non una sopravvivenza, una capacità rappresentativa ampia ed eterogenea di quello che offre la letteratura contemporanea, perché se non si vende, la Case Editrici non pubblicano o si buttano solo sul bestseller sicuro e spesso scritto in modo discutibile.

L’eBook, non è solo più ecologico (non si buttano giù alberi per la carta), più comodo (lo strumento preferito dai pendolari), ma è stato anche un grande sbocco economico e di visibilità per autori e traduttori indipendenti, che nel mercato editoriale italiano non hanno alcuna possibilità di trovare spazio. È quindi fiorito il fenomeno del self-publishing, grazie al quale gli autori possono pubblicare i propri libri come eBook senza alcuna spesa e venderli nei grandi canali online, come Amazon, Mondadori, ecc.

E contrari..

Tutti sostenitori dell’eBook, quindi? Proprio no. Le prime a schierarsi contro gli eBook sono state proprio le librerie indipendenti, già schiacciate dalla grande distribuzione, che vedono nel libro digitale un’altra minaccia che le avvicina alla chiusura. Poi sono venuti i cosiddetti ‘puristi del libro’, quella casta autoreferenziale e che ha molte delle colpe della chiusura e delle limitazioni che sono state applicate all’editoria italiana in questi anni, che ha storto il naso alla possibilità di ‘tutti’ di pubblicare, bypassando le Case Editrici. Come se la libertà di parola non possa essere applicata proprio al mezzo atto a divulgarla.

Il Self Publishing

A dimostrare che queste obiezioni siano frutto solo dell’incapacità di adeguarsi ai tempi – molte librerie indipendenti, invece di lamentarsi, approfittano del web per vendere anche le cose più strane e di nicchia, grazie a piattaforme come AbeBooks (libri antichi e rari), un modo per usare la tecnologia a proprio vantaggio – le piattaforme di sostegno al self-publishing (tra le maggiori Amazon, Kindle Direct Publishing, Smashwords, Ilmiolibro e Narcissus) aumentano.

Anche questo può essere un metodo efficace di coinvolgere nuovi lettori, che aumentano e che si trovano spesso non solo ad essere fruitori ultimi di un’opera, ma stabiliscono un rapporto con gli autori, dando la loro opinione su brani anticipati, sul prosieguo delle storie, sui personaggi.

Delle nuove piattaforme di self-publishing hanno usufruito anche i traduttori, che diventano ‘soci’ degli Autori e con questi dividono le royalties delle vendite. Un modo per lavorare in un Paese che, anche in questo settore, premia poco il merito e la preparazione, e per scegliere da soli il lavoro a cui dedicarsi (un esempio per tutti è Babelcube).

Sarebbe impossibile fare una cosa del genere con il libro in cartaceo per una questione di tempi e soprattutto di costi, ma ciò non impedisce agli eBook che hanno più successo, di passare allo step successivo e diventare anche pubblicazioni in cartaceo, come la possibilità da poco introdotta anche da Amazon.

Speranze per il futuro

E allora forse è questo il futuro migliore del libro: libertà editoriale su eBook e libri pregiati e più venduti su carta. Un modo per far contenti tutti, basato sul reale apprezzamento dei lettori, che garantirebbe la libertà di pubblicazione, eviterebbe sprechi economici e facili speculazioni che aiutano solo l’ignoranza a dilagare.

Francesca Marrucci

2 Commenti

  1. C’è un aspetto dell’ebook di cui si parla poco. Quando inventarono il
    “tascabile” fu una rivoluzione editoriale per gli autori e anche per il
    pubblico, perchè significò moltiplicare di molto la permanenza dei
    singoli libri sul mercato. Per un autore la
    pubblicazione in “tascabile” significava avere davanti anni e anni di
    visibilità (e royalities). Oggi l’ebook garantisce per un autore una
    disponibilità dell’opera illimitata (potenzialmente, il libro diventa
    immortale), non legata alle tirature e al controllo di mercato della
    distribuzione. Per un piccolo editore, poi, digitalizzare i propri
    volumi e mantenerli sul mercato come ebook è una risorsa a investimento
    vicino allo zero.
    Così,
    da una parte gli autori indipendenti possono utilizzare l’ebook come
    attività editoriale autonoma o come “esca” per uno sbocco editoriale
    classico, senza spesa e senza preoccuparsi troppo di “fare presto”,
    dall’altra le CE possono accumulare una sorta di tesoro da volumi che
    non vale la pena di ristampare ma che nel corso di anni e
    collettivamente possono diventare una rendita importante.

  2. obviously know how to keep a reader entertained. Between your wit and your videos, I was almost moved to start my own blog (well, almost…HaHa!) Great job. I really loved what you had to say, and more than that, how you presented it. Too cool!

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