Il volto oscuro del perfezionismo

La parola “perfezionismo” incute talmente timore che chi sta scrivendo ha già impiegato 45 minuti per capire come iniziare l’articolo.

È un fenomeno che interessa soprattutto le persone che hanno un’eccessiva aspettativa su di sé, una grande paura di sbagliare e di essere criticate per l’errore.

Questo eccesso di aspettative porta, spesso e volentieri, ad una paura invalidante che impedisce di affermarsi in molti ambiti della vita.

Identikit

La persona perfezionista vive perennemente una forte tensione tra un ideale di perfezione e la realtà delle sue capacità e competenze.

Questa aspettativa smisurata in molti casi si unisce all’eccessiva paura di sbagliare e di perdere l’approvazione altrui.

Se la perfezione non fosse una chimera, non avrebbe tanto successo” (Honoré de Balzac).

Questo sentimento negativo diventa, in alcuni casi, a tal punto invalidante da causare l’innescarsi di un circolo vizioso fatto di paura-occasione mancata-fallimento-paura.

È il caso dello studente che studia per mesi e fa scena muta all’esame, perché ha paura che il suo modo di esprimersi non sia all’altezza del professore o del ragazzo che non ha il coraggio di parlare con la persona che gli piace.

“Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai” (Salvador Dalì).

Amare il difetto, coltivare l’errore, vivere

Contrariamente a quello che si pensa, il perfezionismo spinto alle estreme conseguenze, non porta ad incrementare i risultati ma solo a procrastinare le scelte e a rimandare le azioni. Inoltre congela chi soffre di questo problema in una spirale di doveri e buoni propositi destinati a non trasformarsi mai in fatti.

“La morte è uno stato di perfezione, il solo alla portata di un mortale (Emile Cioran)”.

Il perfezionismo produttivo

Esiste anche un perfezionismo positivo. Quello che nasce dal coraggio, dal piacere e dalla capacità di imparare dai propri errori, quello che spinge a fare di più e a dare il meglio di sé.

Al contrario del perfezionista oscuro, chi ha deciso di sfidare limiti e paure, assumendosi la responsabilità delle proprie azioni, può davvero incrementare i risultati e migliorare, crescere in tutti i campi della vita.

Chi ha deciso di sfidare questo ideale di perfezione auto-imposto o imposto dall’esterno, chi ha scelto di eliminare il verbo “devo” e ha il coraggio di pronunciare ad alta voce la parola “voglio”, ha automaticamente abbandonato la zavorra dell’aspettativa e ha iniziato a percorrere la propria strada, consapevole delle possibili cadute e dei cambiamenti di percorso che dovrà effettuare.

È il caso della persona che si iscrive all’università anche se ha già dei figli e una famiglia; di chi non ha mai fatto sport e che decide di allenarsi ogni giorno un po’ o di chi si cimenta con il difficile compito di imparare una lingua straniera.

“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione” (Oscar Wilde).

Tre semplici consigli per abbandonare il “lato oscuro” del perfezionismo.

Usare la forza (di volontà)

Nella mente di un perfezionista, spesso si agitano delle voci invadenti: “è troppo difficile”, “non sei in grado”, “per te è troppo”. Con la forza di volontà, è possibile mettere a tacere quelle voci e iniziare a misurarsi con i propri limiti attraverso delle azioni pratiche.

Darsi il permesso di sbagliare

La persona perfezionista, non contempla l’errore. Perché l’errore è brutto, l’errore è una macchia.

Nello stesso tempo però, l’errore è umano.

E una persona consapevole del fatto che può sbagliare, è una persona che può correggere i propri errori e non commetterli più in futuro.

Guardare in prospettiva

Esistono delle domande che hanno il potere di lasciare andare la paura di sbagliare ed il perfezionismo oscuro.

Se sbaglio, cosa succede? Cosa cambia? Tra dieci anni questo fallimento avrà più importanza nella mia vita?”

Guardare gli eventi in un prospettiva lontana e straniata, può strappare una risata e consentire di iniziare davvero a lavorare nel raggiungimento dei propri obiettivi e di ciò che è realmente importante.

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