La psicologia e Facebook

Con il lancio di Facebook diversi anni fa, la quotidianità delle persone ha subito dei cambiamenti che oggi sono diventati normalità, il modo di pensare e di agire è condizionato dal famoso social network e da altri simili che hanno fatto poi la loro comparsa successivamente, come Instagram e Twitter.

La psicologia si è interessata molto a come la vita delle persone sia continuamente esposta sui social e come questi influenzino il modo di essere e di pensare, ma anche di relazionarsi con gli altri.

Sono stati condotti vari studi su come usare Facebook ogni giorno incida sulla salute mentale degli utenti, in particolare una ricerca degli studiosi della University of Missouri ha scoperto che usare il famoso social network può portare ad avere sintomi di depressione se viene innescato il sentimento di invidia.

Ad affermarlo è Margaret Duffy, una professoressa di comunicazione strategica presso la Scuola di Giornalismo dell’Università del Missouri, che ha valuto come Facebook influisca sul modo di rapportarsi degli utenti e sui loro comportamenti.

Non ci sono dubbi che molto dipende da come viene vissuto, infatti, Facebook può essere un divertimento e un’attività positiva se l’utente lo utilizza per restare in contatto con la famiglia, amici lontani e per la condivisione di momenti importanti.

Cosa accade quando Facebook viene usato per fare un confronto tra la vita altrui e la propria?

Non c’è dubbio che usare il famoso social network per paragonarsi con altre persone influenzi negativamente, infatti, in questo modo è facile provare invidia per un amico che ha avuto un grande successo o che ha una vita migliore, facendo scattare reazioni che possono sfociare in depressione.

Lo studio della professoressa Duffy e di Edson Tandoc, professore della Nanyang Technological University di Singapore ha visto protagonisti un campione di giovani utenti Facebook che hanno accettato di essere intervistati.

Il risultato dello studio

Lo studio ha evidenziato che i giovani che usavano Facebook per sorvegliare la vita altrui avevano i sintomi della depressione, mentre coloro che lo usavano solo per restare in contatto con amici e familiari non avevano nessun sintomo negativo.

I primi accedono a Facebook per andare a vedere la vita altrui e per fare paragoni con la propria; gli studiosi hanno scoperto che gli status che riguardano vacanze, macchine, case costose, soldi, relazioni felici sono in grado di provocare grande invidia negli utenti in modalità “sorveglianza”.

Facebook può essere un’esperienza molto positiva per alcune persone, uno strumento utile per avvicinare chi, per motivi di lavoro o di scelte di vita, è lontano, ma se viene usata per confrontare le proprie realizzazioni rispetto ad altri, diventa un’arma pericolosa, per questo motivo è importante che gli utenti evitino di assumere questo comportamento.

Alcuni comportamenti da assumere per un uso corretto di Facebook

Alcuni studi e ricerche psicologiche hanno dimostrato che le persone possono mantenere rapporti con circa 150 persone, la ricercatrice Stephanie Tom Tong nel 2008 ha scoperto che l’attrattiva sociale degli utenti di Facebook si aggira proprio intorno a questo numero, mentre scende se si va oltre i 300 amici o sotto i 100.

Dedicare a Facebook un tempo moderato che non deve superare l’ora giornaliera, i continui eccessi e il troppo tempo passato sui social possono far allontanare dalla realtà.

Pensare Facebook e i social come un luogo dove poter restare in contatto con amici, familiari e condividere esperienze e non una vetrina su chi ha la vita migliore.

I motivi che spingono gli utenti a usare Facebook

Adam Joinson, docente di modifiche comportamentali ha elencato alcuni motivi che spingono gli utenti a usare Facebook, tra questi ci sono

  • il poter restare in contatto con vecchi amici, ex compagni di scuola, amici lontani,
  • sorveglianza sociale,
  • partecipazione a gruppi per esprimere la propria identità,
  • condividere esperienze,
  • interagire con persone mai visti prima nella realtà,
  • cercare persone,
  • tenere sotto controllo gli altri guardando foto, aggiornamenti e notizie

Facebook e la psicologia del sentimento della gelosia

Una ricerca della dottoressa Muise del 2009 ha preso in analisi un sentimento molto fastidioso in amore: la gelosia. La studiosa lo ha rapportato a Facebook, notando che più si passa tempo sul social e più si tende a sentirsi gelosi del proprio partner.

Le informazioni mostrate dal social come stati, like, commenti e tanto altro potrebbero risultare compromettenti e suscitare dubbi razionalmente immotivati.

La conseguenza è che si passano ore ed ore al computer alla ricerca di indizi che possono spiegare il comportamento del proprio partner, ma che non fanno altro che alimentare l’insicurezza e la gelosia. Insomma, la sorveglianza online non è un buon modo per assicurare la stabilità e la solidità di una coppia.

Facebook e la psicologia legata alla privacy

La privacy è un tema piuttosto delicato su Facebook, la psicologia legata alla sua difesa è tema di molti studi, per esempio nel 2009 lo studioso Nosko ha scoperto che molti giovani non avevano alcun problema a rilasciare informazioni personali e dati sensibili su se stessi, un effetto chiamato “disinibizione online”.

Un altro studioso, Boyd, nel 2010 ha notato che a distanza di un anno, l’abitudine a lasciare dati sensibili diminuisce e anche i più giovani iniziano a prestare attenzione alla privacy.

Facebook e la psicologia per trovare lavoro

Facebook ha cambiato anche il modo di trovare il lavoro e la psicologia per approcciarsi ai colloqui, infatti, uno studio di Ellison del 2008 ha scoperto che gli utenti utilizzano i loro contatti per ottenere posti e opportunità di impiego.

In alcuni casi, una buona parte dei colloqui si svolgono anche online, andando a influire positivamente per ciò che riguarda il disagio di una persona che cerca lavoro davanti a un esaminatore, mentre dall’altra tende a sminuire l’importanza di un primo contatto diretto.

Approfondimento: la psicologia di Facebook e i social network, perché ci si iscrive?

In rete esistono vari modi per comunicare e confrontarsi con altre persone, fin dalla nascita di internet le persone hanno iniziato a interagire con chat, forum, blog, gruppi, poi sono comparsi i social network e tutti hanno iniziato a iscriversi.

Probabilmente ha inciso molto la facilità con la quale è possibile partecipare e le modalità rapide di iscrizione, la verità è che i social network come Facebook hanno la caratteristica di escludere, perché la vera funzione sembra essere quella di decidere chi è nostro amico e chi no.

Questo, di conseguenza, fa notare come le altre forme di condivisione online siano diverse e troppo generaliste, infatti, un forum o un blog sono aperte a tutti, le discussioni vengono lette anche da chi non condivide gli stessi interessi o opinioni e questo, per alcune persone non è una cosa positiva.

I social network sembrano aver messo in mano agli utenti uno strumento che fa da filtro e che permette di concentrarsi sul proprio profilo, con un’ampia gestione dello stesso. Inoltre, ognuno può decidere i contatti, comunicare solo con chi preferiscono invece che con tutti, può essere trovato e contattato solo dalle persone interessate o con gli stessi interessi.

Insomma, Facebook, Twitter, Instagram e molti altri sono la scelta primaria oggi, perché permettono di entrare in contatto facilmente e soprattutto di decidere con chi parlare e con chi non avere nulla a che fare, un mezzo che avvicina chi è lontano e allontana chi è vicino.

Sono tante le persone che hanno perso la voglia di uscire e organizzarsi o di fare una telefonata per comunicare, i social sembrano aver sostituito tutto e arrivano ad influenzare negativamente i rapporti sociali reali.

Stando ad alcune statistiche, una buona parte dei nuovi utenti si iscrive anche per curiosità, attratti da uno strumento tutto nuovo che rivoluzione il modo di comunicare, altri invece lo fanno per non sentirsi esclusi, in particolare gli adolescenti che fanno di Facebook uno strumento essenziale per la loro socializzazione.

C’è chi si iscrive perché vuole stare al passo coi tempi e chi invece lo fa con il solo scopo di spiare la vita altrui, qualunque sia il motivo resta il fatto che i social network oggi hanno una grande influenza sui rapporti sociali, sul modo di viverli, sulle scelte che si fanno, sulla propria individualità e sui rapporti di coppia.

In sintesi si può dire che un uso appropriato di Facebook, seguendo delle regole ben precise e adottando dei limiti e una certa consapevolezza, non provoca effetti negativi sulle persone, mentre l’eccessività, la continua sorveglianza, l’isolamento, la fissazione legata ad alcuni aspetti della vita altrui attraverso i social, può portare alla comparsa di problematiche importanti come la depressione e la solitudine, nonché all’alienazione e all’allontanamento dalla vita reale.

Si stima che ogni anno sempre più persone, in particolare giovani, si ammalano di depressione a causa dei social network e del loro utilizzo sbagliato e ossessivo, di conseguenza sono sempre più gli psicologi e gli psicoterapeuti che offrono supporto e aiuto per affrontare questo tipo di problematica, legata all’allontanamento sociale causato da Facebook e simili.

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