La razionalizzazione: come un meccanismo di difesa può trasformarsi in nevrosi

Perchè la psicologia ci affascina?

Magari non un testo universitario, ma aprire e leggere anche un semplice testo di scuola superiore che tratta di Psicologia, non può fare a meno di affascinarvi. È quasi scontato adocchiare subito delle ‘parole chiave’ che attraggono la nostra attenzione e continuare, sempre più presi la lettura. Il perché è semplice: abbiamo bisogno di spiegare noi stessi, i nostri comportamenti, le nostre paure, le nostre pulsioni. Abbiamo bisogno di risposte per gli sbagli che commettiamo, di ricette che ci aiutino a comprendere come uscire da situazioni complesse, in poche parole, abbiamo bisogno di una parola di conforto che ci faccia capire cosa sta succedendo nel nostro profondo.

Imparare a conoscersi a fondo come strumento per darsi speranza

È un po’ come la spinta a leggere l’oroscopo per darsi speranza, per darsi coraggio. Un manuale di Psicologia può diventare come un libro di incantesimi che parlano direttamente al nostro subconscio.

Allora vagheremo, sempre più incuriositi e dubbiosi, tra concetti spesso familiari come ansia, panico, stress, depressione, frustrazione, ossessione e così via, ma soprattutto saremo attratti dalla spiegazione che ci verrà offerta sui meccanismi di difesa che mettiamo in moto senza neanche esserne consci.

Ad una situazione di disagio si può reagire in vari modi, ma forse il più utilizzato è la razionalizzazione.

Cos’è la razionalizzazione? un concetto poco intuitivo..

La razionalizzazione, nell’immaginario collettivo, è però percepita e considerata in modo assai diverso da come viene definita in Psicologia.

Nel nostro parlare quotidiano, razionalizzare è divenuto sinonimo di sicurezza di sé, di capacità di stare con i piedi per terra, di vedere i problemi dalla giusta angolazione. Niente di più lontano dalla definizione che ne dà la Psicologia clinica. Infatti, in Psicologia, il meccanismo di difesa della razionalizzazione è, al pari della negazione, un modo per non affrontare le vere cause di un problema, ma di attribuirne le colpe ad altro, ad un elemento terzo che niente ha a che fare con noi o con le nostre responsabilità. Comodo, eh?

Un meccanismo di difesa della psiche, dunque?

L’uomo non è un animale razionale; è un animale che razionalizza.
– Robert A. Heinlein, La via delle stelle.

Ma soprattutto, non c’è niente di maturo e con i piedi per terra in questo meccanismo, come invece in molti amano rimarcare, confondendolo probabilmente con la razionalità, che è ben altra cosa. È pur vero che, come quasi tutti i meccanismi di difesa (che non a caso si chiamano così) ha una sua efficacia nel neutralizzare conflitti, comportamenti al di sopra delle righe o grandi delusioni, ma è un’efficacia, è bene dirlo, che si basa principalmente su un falso, su un’attribuzione impropria di colpa. Si tratta, dunque, un po’ del classico ‘scarica barile’, che devia le responsabilità di un problema ad altro o ad altri, non prendendosene carico.

Palliativo, certo, ma temporaneo quindi, perché se non si va alla causa vera del problema, quello prima o poi si ripresenterà nella stessa forma e se non si affronta la situazione esaminando quasi ‘spietatamente’ le cause e le responsabilità che la originano, difficilmente gli si troverà una soluzione.

Difficile da riconoscere

Il fatto che spesso le cause addotte come pretesto seguano una logica reale, rende anche difficile capire che si sta usando questo meccanismo e, ad oltranza, questo espediente può addirittura diventare patologico, portando ad un vero e proprio rifiuto della realtà, quando essa non corrisponde alle nostre aspettative e portando a vere e proprie personalità nevrotiche che richiedono serie cure psicologiche ed a volte psichiatriche.

L’impulso a razionalizzare

Indubbiamente, c’è una forte tendenza degli esseri umani a razionalizzare ciò che non è razionale, le proprie passioni, la propria etica. Troviamo sempre giustificazioni logiche o cognitive o morali a comportamenti che non sono logici, né cognitivamente giustificati, né morali. Già la psicoanalisi aveva messo in rilievo la tendenza dell’lo a razionalizzare come difesa contro gli impulsi inaccettabili dell’Es. Ma abbiamo anche delle prove sperimentali dell’istinto a razionalizzare.
Gli ipnotisti spesso al soggetto, immerso in sonno ipnotico, danno l’ordine di eseguire, una volta sveglio, un comportamento assurdo; e gli danno anche il comando di non ricordarsi che si trattava di un comando. Una volta sveglio, il soggetto esegue  quel comportamento del tutto immotivato. Se gli si chiede «ma perché hai fatto questo?», Il soggetto risponde evocando sempre delle ragioni per giustificare il SUO atto
Un cannibale alla nostra mensa: gli argomenti del relativismo nell’epoca; Sergio Benvenuto

Francesca Marrucci

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