Libertà di scelta: è sempre positiva?

indecisione menù pizzeOgni volta noi italiani ci imbattiamo nella divertente e tipica situazione di chi deve scegliere quale pizza ordinare al ristorante. Minuti infiniti a leggere minuziosamente gli ingredienti delle decine di tipologie di pizza che il menù offre. Addirittura chiediamo al cameriere altri due minuti perché proprio non riusciamo a decidere, e alla fine la nostra risposta è sempre la stessa: “una margherita, grazie”.

Vi siete mai chiesti perché, nonostante sia eccitante avere la possibilità di scegliere tra tantissimi tipi di pizza, molto spesso non riusciamo a ordinarne una diversa? Probabilmente ciò accade per lo stesso motivo per cui, quando ci proviamo molti vestiti in un negozio, ne usciamo senza averne comprato uno; o quando proprio non riusciamo a capire quale sfumatura di azzurro sarebbe meglio per le piastrelle del bagno.

Molti ricercatori hanno dimostrato il falso fondamento dell’assunto, tipicamente occidentale, per cui avere il maggior numero possibile di scelte porti a più felicità e a più soddisfazione.

A questo proposito, lo psicologo Barry Schwartz ci parla dei principali effetti negativi dell’era della libertà di scelta, nel suo libro “The Paradox of choice”.

Secondo il dogma ufficiale, per poter massimizzare lo stato di benessere è necessario massimizzare la libertà individuale, dunque: aumentare la possibilità di scelta.
Per questo motivo in un tipico supermercato americano è possibile trovare ben più di 700 varietà di condimento, non contando i 12 tipi di olio d’oliva e i 10 di aceto.
In un negozio di elettronica, se il cliente ha bisogno di acquistare un impianto stereo con casse, cuffie, accessori e quant’altro, arriva ad avere fino a 6,5 milioni di combinazioni possibili.

Ma la scelta più interessante, e che dovrebbe farci riflettere, è quella riguardante il cosa fare in un preciso momento. Con la crescita della qualità tecnologica oggi possiamo rispondere a una mail di lavoro mentre siamo al saggio di danza di nostro figlio, possiamo essere chiamati dal nostro capo mentre siamo in bagno, possiamo decidere di mettere in pausa una serie tv perché ci chiama la mamma. Possiamo scegliere tutto.

Se fare figli e quando, quali studi intraprendere, “se mi fidanzo a 23 anni posso garantirmi una carriera a pieni voti? O è meglio aspettare i 30?”. Solo fino a qualche decennio fa si sapeva già, in linea di massima, che cosa ne sarebbe stato del proprio futuro: scuola, matrimonio, figli, pensione, nipoti. Ma oggi? Oggi possiamo giostrarci la vita come meglio crediamo. E siamo certi che sia un vantaggio, una vittoria.

Gli aspetti positivi della grande libertà di scelta del XXI secolo ha senza dubbi tantissimi vantaggi e aspetti positivi. Ma Schwartz ci fa riflettere sugli aspetti che sono meno percepibili: quelli negativi. Possiamo riassumerne tre.

Il primo è sicuramente la paralisi.

Sembrerebbe che poter scegliere tra 30 tipi di marmellate invece che 8 sia un vantaggio che dovrebbe portarci a un senso di libertà. Numerose ricerche hanno invece stimato che per ogni 10 opzioni in più di tipologia di piano pensionistico, le adesioni dei clienti diminuiscono di almeno il 2%.

Il secondo svantaggio del poter avere molte scelte è un basso livello di soddisfazione.

Sapendo di poter decidere tra più di 200 combinazioni di ingredienti per un panino, le nostre aspettative di riuscire a mangiare il panino perfetto si massimizzano. Questo ci porta a tendere sempre più alla perfezione, e ad aumentare il valore di un prodotto o di un servizio. Infatti ciò che valorizza un oggetto è dipendente da ciò con cui lo si confronta. Nel caso in cui la nostra scelta non sia la migliore, diremo a noi stessi che avremmo potuto scegliere qualcos’altro. In realtà non è detto che una decisione diversa ci avrebbe soddisfatti più di quella che abbiamo effettivamente preso. Resta il fatto che non siamo soddisfatti.

Il terzo aspetto negativo dell’essere liberi di scegliere riguarda la responsabilità.

Se la nostra scelta non ci soddisfa, di chi è la colpa? Finché siamo noi a scegliere, la colpa non può che essere la nostra. Il vertiginoso aumento di casi di depressione e suicidio è stato correlato anche a questo: il senso di colpa e la bassa autostima verso se stessi dovuta a scelte non completamente soddisfacenti. Al contempo, le aziende smettono di assumersi la responsabilità di un cliente insoddisfatto, perché in fondo era libero di poter scegliere qualcos’altro.

Non si conosce ancora il numero limite di opzioni che possa garantire una sana libertà di scelta, ma sembra che la scelta in sé sia culturalmente percepita in modi estremamente diversi.

coca-pepsiLa libertà di scelta è un fattore molto recente nei paesi in cui si è vissuti sotto un regime comunista, come la Polonia o la Russia.
La psicologa Sheena Lyengar racconta come abbia intrapreso una ricerca sul tema della possibilità di scelta e la sua autenticità.
Durante alcune interviste nelle città dell’est europeo, era solita offrire ai partecipanti qualcosa da bere: potevano scegliere tra 7 tipi di bevande, come Coca Cola, Pepsi, Sprite, Fanta e loro varianti. Un candidato rispose così alla sua offerta: “non cambia nulla per me, sono tutte bibite gasate”.
Da quel momento, Lyengar chiese a ogni intervistato di dirle quanti tipi di bevande vedessero davanti a loro: tutti risposero di vederne solo una, semplice soda.
“Non ho bisogno di avere 20 tipologie di chewin-gum differenti, è solo una scelta artificiale”.
Nelle sue ricerche, la psicologa dimostra non solo quanto le possibilità di scelta di oggi siano puramente mentali e commerciali (più di uno studio ha confermato che nessuno può distinguere la Pepsi dalla Coca-Cola se non ne vede l’etichetta), ma prova anche quanto il valore della scelta sia strettamente legato all’abilità di percepire le differenze tra le opzioni, e come sia culturalmente eterogeneo.

Nelle sue interviste, Lyengar ha riscontrato che per un russo o un polacco il concetto di poter scegliere tra molte possibilità scaturisca sentimenti di paura, frustrazione, disagio.
Sembra che questi siano gli stessi sentimenti che appartengono a noi occidentali quando il numero di opzioni è troppo elevato.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.