Non mi risponde a sms o messaggi facebook e ora, che faccio?

Quante volte vi capita di vedere gente che sparisce, scappa, vi evita per giorni o semplicemente non vi risponde ai messaggi? Capita una dimenticanza o di essere impegnati, o di volersi dare un tono, ma è una tendenza molto diffusa.

Per molti è frustrante o addirittura irritante, non ricevere una risposta. La ragione è che ci fa sentire impotenti, ci spinge a domandarci ossessivamente dove abbiamo sbagliato. E’ vero che non si può generalizzare, ma le milioni di sfaccettature umane sono state catalogate e corrispondono a una manciata di tratti caratteriali.

La persona comunica disinteresse, fin qui è evidente, tuttavia le ragioni per cui non riceviamo risposta sono diverse da quelle a cui spesso si pensa. Una possibilità è che non voglia sentirsi “cattiva” esplicitando il fatto che non è interessata (questo è tipico di un’educazione piena di doverizzazioni, come è di frequente quella femminile, ma può capitare benissimo ad un uomo sensibile). Oppure l’altro non vuole sentirsi responsabile di ferirvi (sensi di colpa troppo sviluppati e irrazionali), oppure teme che possiate essere insistenti e non accettare la sua scelta (anche in questo caso però è un timore legittimo solo se ci sono basi concrete ad avvallarlo, in caso contrario potrebbe essere più legato a paure irrazionali o mancanza di autostima).

In alcuni casi è normale, ma spesso, spessissimo, diventa la regola. In questo caso si tratta di un comportamento passivo, dettato da insicurezza e scarsa autostima (“e se poi mi si appiccica? io non sono bravo a scrollarmi la gente di dosso” => la mia auto stima della mia capacità di essere assertivo è bassa).
Ci riesce facile e ci viene comodo non fornire alcuna ragione e quindi troviamo scuse per giustificarci (vedi razionalizzazione).

In alcuni casi i comportamenti passivi possono trasformarsi in passivo – aggressivo. Questo accade quando subiamo, ad esempio, col datore di lavoro, col fidanzato e ci sfoghiamo in famiglia o viceversa.

Quel che è certo è che per ritrovare l’assertività o l’autostima possiamo leggere. Ci sono libri, le cui recensioni entusiastiche da parte di centinaia di utenti parlano molto chiaro, che danno ottimi consigli. Per riacquistare assertività c’è “Piacersi, non piacere” di Enrico Rolla (il titolo è abbastanza ingannevole).  Per riacquistare autostima invece “Le vostre zone erronee” o anche “Leader di te stesso“.

E per chi subisce il rifiuto? Per chi viene lasciato?

Le reazioni più frequenti ad un simile comportamento è

  1. chiedersi perchè accade (non è un problema finchè non lo facciamo in maniera ossessiva o ci diamo risposte che ci provocano emozioni negative)
  2. sentirsi impotenti
  3. ossessionarsi nel cercare la motivazione.

In questo caso la crescita personale ci aiuta a non “subire” il comportamento altrui, a non esserne feriti. A tal proposito vi consiglio quest’articolo dove viene spiegato che la gente è, in media, affetta da insicurezze (lo siamo un po’ tutti, è normale).

Anche in questo caso però, se tendiamo a soffrire troppo per questo genere di cose, le soluzioni migliori sono la lettura di libri di crescita personale o qualche seduta di psicoterapia.

A differenza dell’idea diffusa qualche anno fa, oggi anche in Italia la psicoterapia è sempre più diffusa non solo limitatamente a chi ha “problemi” più gravi, bensì è anche un ottimo modo per recuperare autostima, o cominciare un percorso per smussare certi spigoli caratteriali troppo vividi che ci portano a soffrire.

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