Pensione integrativa: cos’è? Esempio e qual è la migliore

Francesca Limoni
Francesca Limoni
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Pensione integrativa, cos’è nello specifico? Stiamo parlando di una forma di risparmio pensionistico, da aggiungere alla normale pensione. La pensione integrativa offre quindi la possibilità di integrare la propria pensione obbligatoria, questo perchè risulta fiscalmente agevolata. Un modo studiato dall’INPS per poter mettere da parte risparmi e potersi godere al meglio gli anni successivi all’interruzione del percorso lavorativo. Come sappiamo, le pensioni INPS non risultano sempre sufficienti per permettere di vivere a una coppia anziana oppure a una famiglia. Questa forma di integrazione nasce proprio dall’obiettivo di garantire risorse sufficienti a un tenore di vita adeguato, una volta raggiunta la pensione.

pensione integrativa Come sappiamo, il tema delle pensioni continua ad agitare non poco la discussione politica e a preoccupare gli italiani. Il continuo deterioramento dei livelli previdenziali nel nostro Paese è stato clamorosamente esplicitato dall’operazione messa di recente in campo dall’ INPS. Questa operazione consiste nell’invio delle ormai famigerate buste arancioni, contenenti una previsione sul livello che potrebbe avere l’assegno pensionistico al momento dell’uscita dal lavoro dei diretti interessati. Una decisione, quella di Tito Boeri, che ha sollevato non poche preoccupazioni in particolare tra i più giovani. Questo ha spinto qualche addetto ai lavori ad accusare il presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale di voler creare allarme, proprio per creare una sorta di psicosi in grado di favorire le pensioni integrative. Entriamo più nello specifico e vediamo di cosa si tratta.

Pensione integrativa: cos’è?

Abbiamo già sottolineato il significato di pensione integrativa, intesa proprio come una formula di risparmio pensionistico da aggiungere alla cifra di pensione obbligatoria. Come sottolineato anche nell’articolo dedicato all’Opzione Donna, a causa anche delle scelte fatte in passato, non sempre ciò che ci aspetta concluso il lavoro è una sicurezza su cui poter contare. Teniamo presente che le norme, in tema di pensioni, negli ultimi 40 anni e a partire dalla riforma Amato nel 1992, sono diventate sempre più limitanti. Basti pensare che, nel 1973, le lavoratrici della pubblica amministrazione, sposate e con figli, potevano usufruire delle cosiddette baby pensioni. Dopo 14 anni, 6 mesi e un giorno, poteva decidere di lasciare l’impiego e richiedere la pensione. Allo stesso tempo, i lavoratori statali potevano fare richiesta di pensionamento dopo 20 anni, aumentati a 25 per i lavoratori privati.

pensione integrativa

Oggi naturalmente le cose funzionano in maniera molto diversa. Non a caso, la pensione integrativa è stata creata con il fine di consentire ai pensionati di mettere da parte altri risparmi. Tutto questo andrà poi a sommarsi alla normale pensione che viene erogata dall’INPS. Il nome che definisce la pensione integrativa è forma di previdenza complementare, utile per avere una sicurezza in più e per garantirsi uno stile di vita adeguato anche dopo il pensionamento. Il contribuente può decidere, per iniziare a risparmiare in vista di una integrazione, a un fondo pensione o ad un Piano Individuale Pensionistico (PIP) per far salvaguardare i propri risparmi.

Pensione integrativa esempio

In generale, per comprendere più nello specifico lati positivi e negativi sul tema della pensione integrativa, il nostro consiglio è quello di cercare notizie ed articoli su http://www.infoassicurazionisulweb.it/fondi-pensione/la-pensione-integrativa.html. In questo modo, saremo grado di delineare in maniera più chiara una materia all’apparenza ostica, oltre a quelle riguardanti in generale un tema cruciale come quello pensionistico. Esistono diversi siti, come Poste Vita, che offre la possibilità di calcolare e simulare un esempio di pensione integrativa online, sulla base di dati personali, come nel caso dell’età e degli anni di lavoro. Di base, teniamo presente che, con il regime contributivo attuale, i lavoratori dipendenti ottengono in media una pensione pari al 60-70% dell’ultimo stipendio, mentre per gli autonomi l’asticella si ferma al 40-50%.

pensione integrativa

Prendiamo l’esempio di una donna di 55 anni, dipendente privata e che versa i contributi per 30 anni. Con uno stipendio annuale lordo di 30.000 euro e una previsione media di crescita della carriera, la stima prevede che andrà in pensione nel 2033 a 68 anni e 4 mesi (prima data utile). Inoltre, avrà un reddito da lavoro di € 38.808 annui lordi ed una previdenza obbligatoria di € 23.820 annui lordi. Per mantenere il suo tenore di vita, dovrebbe colmare un gap (differenza) di € 14.988 rispetto all’ultimo reddito lordo annuo. Colmare questo gap significa affidarsi a fondi pensionistici dedicati a formule integrative.

Pensione integrativa: qual è la migliore?

Abbiamo già sottolineato che, per mettere da parte le proprie risorse, i contribuenti hanno la possibilità di decidere se affidarsi o ad un fondo pensione o ad un Piano Individuale Pensionistico (PIP). Di base, l’adesione è permessa a tutti coloro ai quali manca almeno un anno al conseguimento del trattamento pensionistico di vecchiaia. Tra questi, lavoratori dipendenti (privati o pubblici), lavoratori autonomi e liberi professionisti, soggetti senza reddito fiscalmente a carico (anche minorenni) e anche percettori di redditi diversi da lavoro (ad esempio immobili).

pensione integrativa

Tra i vantaggi della pensione integrativa c’è anche la possibilità di dedurre nella propria dichiarazione dei redditi gli importi versati per la pensione integrativa fino ad un massimo di 5.264 euro. Successivamente, il lavoratore dovrà anche scegliere la linea di investimento (mercato azionario o obbligazionario) e valutare le variabili di lungo termine. Infine, si dovrà tenere conto della forma di liquidazione: vitalizia o durata certa. In questo ultimo caso, l’erogazione sarà ripartita in uno specifico numero di anni. Esistono diversi tipi di fondi pensione che i contribuenti possono decidere di scegliere per mettere da parte i propri risparmi. Tra questi, ci sono:

  • Fondi aperti, l’adesione è aperta a tutti coloro che vogliono costruirsi una pensione integrativa rispetto a quella di base. Sono istituiti da banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio) e società di gestione immobiliare.
  • PIP (Piani Individuali Pensionistici), intese come forme pensionistiche complementari individuali. Questi sono rivolti a coloro che, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa, vogliono costruirsi una rendita integrativa e sono istituite da compagnie assicurative.
  • Fondi chiusi (o negoziali), in cui l’adesione è riservata a specifiche categorie di lavoratori (ad esempio metalmeccanici, avvocati). I fondi chiusi nascono sulla base di accordi tra le organizzazioni sindacali e imprenditoriali.

Pensione integrativa Unicredit

La pensione integrativa Unicredit è chiamato UniCredit P.I.P., cioè il nuovo Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo. Questa soluzione è dedicata a chi desidera avere una pensione integrativa per mantenere il proprio tenore di vita anche dopo il pensionamento e garantirsi un futuro tranquillo. Fissando un appuntamento in filiale piuttosto che chiamando il numero verde 800.57.57.57, è possibile calcolare il gap da coprire con una soluzione di pensione integrativa.

Cosa offre Unicredit? Prima di tutto, possiamo scegliere l’importo da versare e quando farlo, interrompendo i versamenti. Oltre a questo, c’è anche la possibilità di personalizzare la soluzione di investimento scegliendo tra una soluzione guidata o una soluzione a profilo. Massima sicurezza grazie alla garanzia della parte del capitale investito nella Gestione Separata, oltre ai numerosi vantaggi fiscali con deducibilità dei contributi fino a 5.164,57 € l’anno.

pensione unicredit

In merito a vantaggi e svantaggi di Unicredit, questo Piano Pensionistico può risultare poco conveniente perchè i costi burocratici sono piuttosto elevati. Tanti oneri fiscali e poche garanzie nei confronti dell’inflazione da parte di questo servizio di previdenza integrativa. Utile nel caso in cui aderisca l’intero posto di lavoro, ma rischioso per singoli contribuenti secondo le esperienze dei consumatori.

Vedi anche: Unisalute, una diffusa assicurazione sanitaria

Pensione integrativa INPS

Per quanto riguarda la soluzione offerta da INPS, le cose funzionano in modo differente. Partiamo dal presupposto che il lavoratore può scegliere, da qualche anno a questa parte, se versare una somma ai Fondi pensione. Questa scelta permette, al termine del lavoro, di avere una pensione che si andrà ad aggiungere a quella prevista per i contributi obbligatori versati nel corso della vita lavorativa. Sul sito di INPS troviamo tutte le informazioni del caso, anche a seconda della soluzione più adatta a noi. INPS, ad oggi, non gestisce un fondo di pensione integrativa ma l’idea sarebbe quella di creare a breve un fondo previdenziale integrativo pubblico per evitare che i giovani si ritrovino fra qualche anno con pensioni bassissime.

previdenza complementare

L’idea, oltre ai fondi privati, è quindi quella di aggiungere fondi pubblici gestiti proprio dall’INPS, con una contribuzione volontaria che aiuterebbe a raggiungere anche chi non ha redditi elevati. Questo è infatti un obiettivo primario, dal momento che oggi la previdenza integrativa è sfruttata solo dal 25% dei lavoratori. Per ora nulla è stato ancora deciso.

Vedi anche: Calendario Pagamenti Pensioni 2020

Pensione integrativa Poste

Poste Italiane ha deciso di attivare un fondo per la pensione complementare o integrativa, chiamato Poste Vita. In questa soluzione per la pensione integrativa, sono garantiti un Piano Individuale Pensionistico per costruire una rendita o capitale futuro. Oltre a questo, Poste Vita include tre profili di investimento, una massima flessibilità nel piano dei versamenti ma anche deducibilità fiscale in base ai limiti previsti dalla normativa vigente. Le informazioni più specifiche, relative ai servizi offerti, possono essere richieste con un appuntamento dedicato.

pensione integrativa

Il Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo prende il nome di Postaprevidenza Valore. Questa soluzione è pensata per permettere di beneficiare, al momento del pensionamento, di un importo aggiuntivo alla pensione pubblica. Una scelta di questo tipo permette anche di far fronte con più serenità alle future necessità personali. Con formule personalizzate, l’adesione include, dopo l’accesso ad uno dei tre profili di investimento previsti dal piano, la scelta su quanto versare mensilmente o annualmente per accumulare la propria pensione complementare. Oltre a questo, per i lavoratori dipendenti, è possibile contribuire al piano versando somme derivanti dal TFR.

Con almeno 5 anni di contributi, è possibile decidere in qualsiasi momento se richiedere la prestazione pensionistica complementare oppure continuare a contribuire al piano.

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