Piercing capezzolo: quando farlo, costo, dolore, pro e contro

Marianna Somma
Marianna Somma

Esiste qualcosa di più sexy del piercing al capezzolo? Il piercing al capezzolo è un dettaglio sexy, audace, trendy e trasgressivo, scelto da tante influencer e celebrità e per questo sempre più desiderato dalle ragazze anche giovanissime.

Amato e sfoggiato con orgoglio da dive e modelle come Kendall Jenner, Bella Hadid, Rihanna, Chiara Ferragni e Chiara Nasti, il piercing al capezzolo però non è solo un’esclusiva femminile. Sono sempre più numerosi gli uomini che scelgono questa tipologia di piercing e lo preferiscono ad entrambi i capezzoli. Il doppio piercing infatti è un’idea maliziosa per chi ama trasgredire, osare ancora di più e superare i limiti e i pregiudizi. 

Prima di cedere alla tentazione e fare questa scelta un po’ estrema, è bene valutare tutti i pro e i contro, nonché cercare un professionista ossia un piercer esperto per non ritrovarsi con inestetiche cicatrici e complicazioni come

infezione e rigetto. Il mondo della body modification come quello dei tatuaggi è tanto affascinante quanto pericoloso se ci si affida a improvvisati o non si seguono le norme igienico-sanitarie.

Quando fare il piercing capezzolo e quando non farlo

In gravidanza e durante l’allattamento è altamente sconsigliato fare non solo il piercing al capezzolo, ma qualsiasi tipo di piercing e tatuaggio, poiché le difese immunitarie della donna sono basse e il rischio di infezione è molto più alto. Oltretutto durante la gestazione la pelle diventa molto più sensibile ed aumentano le probabilità di rigetto. Nel caso in cui già si ha il piercing, è possibile allattare anche se il flusso di sangue sarà notevolmente inferiore. Non è necessario togliere il piercing durante la gravidanza, ma è consigliabile levarlo durante l’allattamento, facendo anche al rischio di infezione e mastite. 

In caso di capezzoli piccoli o introflessi è possibile fare il piercing, anche se molto dipende dalla bravura del piercer poiché non tutti i capezzoli si possono forare. 

Il nipple piercing è sconsigliato a chi soffre di deficit immunitari, diabete e chi si cura con farmaci come anticagulanti, immunosoppressori e corticosteroidi. 

Costo del piercing capezzolo

Il costo varia da studio a studio a seconda della bravura del piercer e della sua esperienza. Solitamente si aggira tra i 50-60€. Non cercate il risparmio poiché ne va della salute. 

Dolore del piercing capezzolo

Il piercing al capezzolo è tra i piercing più dolorosi in assoluto. La zona è molto delicata e sensibile, ricca di terminazioni nervose e i tempi di guarigione e cicatrizzazione sono molto lunghi. I piercer esperti sconsigliano questo tipo di piercing a chi si affaccia nel mondo della body modification per la prima volta (meglio iniziare con piercing meno dolorosi come quello all’ombelico, al naso, il septum o al sopracciglio). Per una cicatrizzazione più rapida e meno dolorosa consigliamo di evitare i gioielli ad anelli e preferire il bilanciere (orecchino a stanghetta) in titanio oppure in acciaio chirurgico o medicale, ipoallergenico ed affidabile. 

Il piercing al capezzolo fa male, il dolore è momentaneo e varia da persona a persona. Molte dipende anche dalla bravura del piercer. Nella maggior parte dei casi, il dolore è sopportabile poiché è molto intenso ma brevissimo. Certo per forarsi in zone intime come il seno ci vuole molto coraggio e sangue freddo. 

Nelle 48 ore successive è possibile ci sia sanguinamento, leggero dolore, gonfiore ed arrossamento dell’area interessata. Se ciò persiste non è normale e va subito consultato il piercer.

Pro e contro del piercing capezzolo

Prima di farsi il piercing al capezzolo è bene valutare tutti i pro e i contro e sfatare anche tante leggende metropolitane sull’argomento. Sicuramente c’è da considerare il fattore dolore: è tra i piercing più dolorosi da fare. In secondo luogo la guarigione: da 6 a 12 mesi (non poco insomma) e il rischio di rigetto e infezione è sempre dietro l’angolo. Ecco perché si sconsiglia vivamente di cambiarsi il gioiello da soli e di affidarsi sempre al piercer per il cambio del bilanciere o anello. Inoltre come contro c’è da considerare l’eventualità che il capezzolo non tollera affatto il piercing e pur curandolo bene lo rigetta (si nota subito poiché si vede una striscia rossa che va da parte a parte del capezzolo). 

Tra i pro senza dubbio c’è il fatto che è un accessorio incredibilmente sexy che migliora l’autostima di una donna. Questo piercing rende il seno più attraente e il capezzolo più turgido. Tra i falsi miti da sfatare c’è quello secondo cui il piercing al capezzolo fa rimanere il capezzolo sempre turgido e “duro”: non è affatto vero, anche se effettivamente il capezzolo forato sarà più pronunciato di uno senza piercing. Un altro dubbio di molte donne è se con il piercing al capezzolo si può allattare. La risposta è sì, senza problemi, basta solo tenere la zona ben pulita. 

Tra i fattori da considerare c’è l’eventualità del rigetto (alcuni capezzoli non tollerano il piercing) e la possibilità di cicatrici permanenti e la formazione di cheloidi o cisti. Da non dimenticare inoltre sono le lesioni da trauma o da strappo se si urta violentemente con il seno. 

Come prendersi cura del piercing capezzolo 

I tempi di guarigione di questa tipologia di piercing sono tra i 6 e i 12 mesi, anche se varia molto da una persona all’altra. Durante questo periodo di circa un anno bisogna evitare mare e piscina, sabbia e terme e sole. Bisogna evitare di giocherellare con il gioiello e grattare la zona forata e resistere alla tentazione di togliere le crosticine se si formano. Assolutamente sconsigliato sostituire il piercing prima di un anno e le prime due volte è necessario farlo cambiare dal piercer e non da soli. 

Alcuni capezzoli purtroppo (nota dolente) non tollerano il piercing e non avviene mai la cicatrizzazione. In questo caso si ha il rigetto e per evitare il rischio di una cicatrice permanente è necessario correre subito ai ripari. Il rigetto si nota subito poiché si vede un segnale rosso acceso intorno al capezzolo e si avverte dolore.

Per una corretta guarigione per almeno un mese si consiglia di evitare vasche idromassaggio, piscine, mare e laghi ed optare per maglie larghe e in cotone e non usare reggiseni. Durante l’allenamento, per evitare irritazioni, germi e batteri coprire con una garza sterile la zona forata. Assolutamente da ricordare sempre che per evitare problematiche le mani devono sempre essere pulite prima di toccare il piercing. 

Nei primi 7 giorni è possibile (non di rado) che ci siano infiammazioni acute, che si manifestano con dolore, prurito, rossore, vesciche ed ingrossamento dei linfonodi. In alcuni casi si possono avere reazioni allergiche come dermatite eczematosa, orticaria, fotosensibilizzazione e papule. 

 

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