Rimozione tatuaggi: laser, crema, costi e opinioni

Francesca Lolli
Francesca Lolli
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Rimozione tatuaggi, una questione che riguarda sempre più persone proprio perché è aumentata la percentuale di coloro che decidono di tatuarsi. Come vedremo, a differenza dell’antichità in cui i tatuaggi venivano rimossi lasciando cicatrici estremamente visibili e deturpanti, le cose negli ultimi anni sono cambiate parecchio. L’obiettivo è proprio quello di non lasciare traccia del tatuaggio, utilizzando tecniche poco invasive. Questo è proprio il caso del laser, la tecnica più utilizzata per la rimozione tatuaggi ad oggi. Come vedremo all’interno dell’articolo, esistono diverse tipologie di laser più o meno avanzate, adatte sia a tatuaggi donna che tatuaggi uomo, in diverse aree del corpo.

rimozione tatuaggi

Una recente ricerca condotta dall’Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con IPR Marketing ha dato una efficace testimonianza del sempre più evidente amore degli italiani per i tatuaggi, oltre a fotografare le tendenze in atto nel settore. Ben 13 italiani su 100, infatti, si fanno tatuare figure o scritte sulla pelle, con una leggera prevalenza del pubblico femminile, attestate al 13,8%, contro l’11,7% dell’altra metà del cielo.

Si attesta invece all’8% del campione esaminato la percentuale di minorenni che compie la stessa scelta. Tutto questo naturalmente ha provocato un aumento della percentuale di coloro che decidono, per diverse motivazioni dalla insoddisfazione al pentimento, di rimuovere il proprio tatuaggio. Provoca dolore? Quanto tempo serve? Quanto costa? Troverete risposte a queste e ad altre domande più avanti!

Vedi anche: Catalogo tatuaggi 2020, per prendere ispirazione seguendo le tendenze dell’ultimo periodo

Rimozione tatuaggi: come funziona?

Abbiamo già accennato che la rimozione tatuaggi richiama sempre più attenzione, questo anche grazie a un aumento della percentuale di persone che amano tatuarsi. Le tecniche rispetto all’antichità, dove la rimozione avveniva in maniera particolarmente invasiva e lasciava grosse cicatrici, per esempio per i tatuaggi maori, si sono evolute parecchio. Prima delle tecniche di laser sviluppate nel corso degli ultimi anni, si è passato anche alla rimozione attraverso intervento chirurgico. Anche in questo caso, però, si trattava di una tecnica che lasciava troppe cicatrici.  Come abbiamo già detto, la tecnica più utilizzata al giorno d’oggi è proprio quella del laser che comprende tempi di trattamento piuttosto lunghi e i costi non sono affatto economici. Questa premessa va fatta perché, nel momento in cui decidiamo di tatuarci, dobbiamo avere la certezza che quel disegno possa rappresentarci a lungo termine. La rimozione tatuaggi non deve essere presa in considerazione come alternativa a uno sbaglio già fatto.

Parlando di rimozione tatuaggi, è importante considerare che anche con il laser possiamo incorrere in alcune difficoltà. Per esempio, nel momento in cui il tatuaggio si trova nella zona del tronco può risultare molto più semplice rimuoverlo a differenza dell’area degli arti. Anche per quanto riguarda i colori esistono delle differenze, il nero il marrone sono i colori più semplici da rimuovere, mentre il bianco e il giallo sono quasi impossibili.

rimozione tatuaggi

Secondo recenti ricerche, il primo tatuaggio viene fatto in media a 25 anni, ma la fascia che vede la maggiore presenza di tatuati è quella tra i 25 e i 34 anni. Mentre gli uomini preferiscono farsi tatuare braccia, spalla e gambe, le donne si dedicano soprattutto a schiena piedi e caviglie. Inoltre un tatuato su quattro (25,1%) risiede nel Nord Italia, il 30,7% ha una laurea e il 63,1% lavora. Il 76.1% del campione si è rivolto ad un centro specializzato di tatuaggi, a fronte di un 9,1% che si è invece affidato ad un centro estetico, mentre ben il 13,4% lo ha fatto al di fuori dei centri autorizzati, senza preoccuparsi del notevole rischio corso. In questo contesto è anche molto interessante sapere che se la maggior parte è soddisfatta del tatuaggio (il 92,2%), c’è anche un’elevata percentuale di tatuati, ben il 17,2%, che non ha esitato a dichiarare la propria intenzione di rimuovere il proprio tatuaggio, oltre ad un 4,3% che ha già proceduto in tal senso.

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Rimozione tatuaggi laser

Le tecniche di rimozione tatuaggi attraverso il laser non sono tutte uguali. Nello specifico, i due laser più utilizzati sono il laser Q-Switched e il laser Picosecondi. Oltre alle diverse tecniche e modalità, nel caso del laser Picosecondi stiamo parlando d una tecnica costosissima, ma che si occupa anche della rigenerazione cutanea. La base della tecnica di rimozione non cambia particolarmente, poichè i laser producono delle onde elettromagnetiche che producono molta energia. Questa energia, quando impatta con la cute, riesce a creare un effetto di fotomeccanica e quindi tende a frantumare il colore. Una volta avvenuto questo primo processo, la rimozione del residui di colore avviene attraverso i macrofagi, le cellule spazzine del nostro corpo che hanno il compito di ripulire la cute.

Nel caso dei laser Q-switched (laser Q-S), la tecnica non lascia di solito cicatrici sulla cute in quanto i suoi impulsi non sono particolarmente forti. Partiamo sempre dal presupposto che è sempre preferibile consultarsi con il medico, con lo scopo di capire se questo trattamento sia adatto al proprio tipo di pelle o se sarebbe meglio evitarlo. Generalmente viene sconsigliato per chi tende a sviluppare cicatrici in rilievo e a chi presenta infezioni attive a livello cutaneo. La tecnica laser Q-switched si usa anche per altre problematiche, come nel caso delle macchie solari della pelle o di cicatrici cutanee. Inoltre, il numero complessivo delle sedute necessarie per rimuovere una volta per tutte il tatuaggio varia a seconda della grandezza, della colorazione e anche della profondità. I primi risultati possono arrivare già dalla quarta seduta, con appuntamenti distanziati all’incirca di 1 mese e mezzo.

Passando invece al laser Picosecondi, le differenze sono numerose. Prima di tutto, il nuovo laser a picosecondi Picoway, utilizza impulsi di durata inferiore a un trilionesimo di secondo. Questo significa che gli impulsi sono 100 volte più brevi rispetto ai tradizionali laser Q-switched. La potenza erogata dal laser è maggiore quindi aumentano il livello di efficacia, di sicurezza e di comfort. Anche in questo caso, a seconda del tipo di tatuaggio, è necessario un minimo di 5 sedute per ottenere risultati soddisfacenti, a 1 mese e mezzo di distanza l’una dall’altra. Inoltre, questa tecnica garantisce anche la rigenerazione cutanea che riporta l’aspetto della pelle a quello originale.

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Chi intende saperne di più e avere più informazioni su come fare per rimuovere un tatuaggio consigliamo di leggere gli articoli dedicati al tema su tatuaggisulweb.it, una vera e propria guida sull’universo dei tatuaggi che può contribuire a diradare la nebbia sull’argomento.

Rimozione tatuaggi crema

Oltre alle tecniche di rimozione laser, è possibile rimuovere un tatuaggio con l’utilizzo di una crema? L’idea di una crema che potesse evitare i costi e le tempistiche delle tecniche di rimozione laser per i tatuaggi ha origine da un ricerca condotta da un team di ricercatori della Dalhousie University di Halifax, in Canada, sotto la supervisione del dottor Alec Falkenham. L’obiettivo e lo scopo di questo studio era proprio quello di dare vita a un prodotto capace di cancellare i disegni dalla nostra pelle senza alcun dolore. In questo modo, si eliminava anche la necessità di rivolgersi ad un centro specializzato proprio perchè la crema avrebbe permesso di ottenere lo stesso risultato.

Il problema di questa “crema miracolosa” riguarda i linfonodi, proprio perchè lo scopo era quello di attivare le cellule immunitarie in grado di inglobare a loro volta le cellule contenenti il pigmento. In questo modo, per garantire una espulsione progressiva ma continua delle particelle del tatuaggio, le cellule avrebbero trasportato il pigmento fino ai linfonodi.

rimozione tatuaggi laser

In realtà non si tratta di un meccanismo efficace proprio perché elimina il passaggio della frantumazione del pigmento, che è proprio quello che permette la sua espulsione. I linfonodi non potranno mai espellere le cellule contenenti il pigmento, per questo motivo la crema si trova ancora ad oggi in una fase di sviluppo. Esistono in commercio altri prodotti che, a lungo termine quindi dopo 25/30 settimane, permettono di osservare uno sbiadimento del tatuaggio. Le recensioni parlano però spesso di arrossamenti, irritazioni e problematiche simili.

Vedi anche: Tatuaggi spalla

Rimozione tatuaggi: costi

Quali sono i costi della rimozione tatuaggi? A seconda della tecnica cambiano le modalità di produzione e, di conseguenza, anche la fascia di prezzi. Un’altra cosa importante da prendere in considerazione quando decidiamo di cancellare un tatuaggio e che dobbiamo prendere in considerazione anche una certa quota di dolore. Oltre alle tempistiche piuttosto lunghe e al costo, le sedute risultano essere dolorose, nella maggior parte dei casi. La sensazione del laser è simile a una fonte di forte calore che viene appoggiata sulla pelle, per questo è importante separare le diverse sedute, permettendo alla pelle di rigenerarsi, e la durata della seduta non supera mai i 30 minuti.

Passando a parlare dei prezzi, il costo varia a seconda della dimensioni, dei colori e delle caratteristiche del tatuaggio da rimuovere. A seconda di queste caratteristiche, di conseguenza cambia la lunghezza dell’onda magnetica da utilizzare. Per quanto riguarda riguarda la prima tecnica, il prezzo oscilla dai 100€ agli 800€ a seduta per il laser Q-Switched. Abbiamo già accennato che invece la fascia di prezzo per il laser Picosecondi può aumentare. Le sedute sono meno ma il costo per ognuna si aggira da un minimo di circa 500€ a salire. Più il tatuaggio è grande, più alta è la cifra che dobbiamo prendere in considerazione. Inoltre, è importante considerare anche l’età del tatuaggio. Più il tattoo è vecchio, più facile sarà rimuoverlo.

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Rimozione tatuaggi: opinioni

Le opinioni sulla rimozione tatuaggi con la tecnica laser sono complessivamente positive. Come abbiamo già detto, si tratta di un percorso lungo, doloroso e anche piuttosto costoso ma senza ombra di dubbio il laser è la tecnica più efficace nella rimozione. Rivolgersi a un professionista è sempre essenziale perché la nostra pelle potrebbe reagire con irritazioni e reazioni allergiche. Inoltre, dobbiamo considerare anche le dimensioni del tatuaggio e la colorazione. Nero e marrone sono colori semplici da rimuovere, a differenza del verde, del rosso, del giallo e anche del bianco che sono quasi impossibili da cancellare del tutto.

Il primo passo è proprio quello di rivolgersi a personale professionista, in particolare a un dermatologo, che può procedere con il laser. Allo stesso tempo è importante sapere che non sempre è possibile ottenere risultati completi, ovvero rimuovere del tutto un tatuaggio. L’efficacia del trattamento laser dipende in particolare da una serie di fattori come il colore, la profondità, la densità e il genere di pigmento usato, oltre che dal tipo di pelle del paziente. Le opinioni di chi sia sottoposto a tecniche di questo tipo sono positive sia per il laser Q-switched che per il laser picosecondi. Il dolore cambia a seconda della soglia soggettiva, in alcuni casi è semplicemente una sensazione di forte calore mentre in altri parecchio più dolorosa.

Inoltre, non è sufficiente una sola seduta per poter rimuovere un tatuaggio. Il numero dipende dalla grandezza del disegno sul proprio corpo e dai colori che sono stati usati nel corso della lavorazione. Il periodo necessario è però minore nel caso il tatuaggio rientri nella categoria dei “fai da te”, poiché in questi casi l’inchiostro è meno profondo. Mediamente, un singolo trattamento laser dura tra i 10 e i 30 minuti, mentre il numero di sedute necessario può variare da un minimo di 3 fino ad arrivare a 11, con intervalli tra una seduta e l’altra di almeno un mese. Va anche ricordato come sarebbe assolutamente opportuno usare delle precauzioni una volta che ci sia sottoposti al trattamento di rimozione, in particolare evitando l’esposizione al sole della zona interessata per almeno un mese, per poi utilizzare una crema solare adeguata.

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