Francesca Limoni
Francesca Limoni

Bortezomib: antitumorali mirati

Indice

Cosa è il bortezomib

Questo farmaco conosciuto come Velcade fa parte della categoria degli antitumorali mirati, gli inibitori della crescita tumorale.
Ovviamente essendo un farmaco particolare è importante sapere che potrebbe avere delle controindicazioni, in questo caso infatti la consulenza dell’oncologo che, seguirà passo dopo passo la somministrazione dello stesso, sarà assolutamente necessaria e fondamentale.

Il bortezomib, sostanzialmente, è un inibitore del proteasoma che rappresentano un gruppo di enzimi presenti in tutto il nostro organismo.
Rispetto alla chemioterapia tradizionale, queste molecole hanno il vantaggio di agire con forza ed in modo mirato.
Il bortezomib è in grado di riconoscere alcune proteine che sono all’interno della cellula tumorale o sulla parete della stessa e ne blocca il proliferarsi delle stesse o in alcuni casi le uccide.

Questo medicinale viene utilizzato in casi di mieloma multiplo, in pazienti che sono già stati sottoposti ad altro trattamento o addirittura a trapianto di midollo osseo.

Attualmente si sta studiando la possibilità di utilizzare il bortezomib per altre tipologie di tumori, ma ovviamente ci vorrà del tempo per capire quale sarà l’effettiva buona riuscita del suo utilizzo.

Principio attivo e somministrazione

Il bortezomib è un farmaco antitumorale che si presenta sottoforma di polvere di colore biancastro e viene utilizzato come soluzione iniettabile.
Questo farmaco è il primo inibitore del proteasoma che è stato introdotto in una pratica clinica; il suo principio attivo è assolutamente innovativo nel campo degli antitumorali.

Il bortezomib è in grado di bloccare la crescita del proteasoma agendo in maniera efficace su un buon numero di proteine che agiscono sulle varie cellule umane.

Questo fa si che il bortezomib sia in grado di uccidere le cellule neoplasiche. Il bortezomib si somministra per via venosa, goccia a goccia, attraverso un tubicino che viene introdotto nella vena del braccio o della mano.
Il trattamento prevede somministrazioni molto precise, visto che si tratta comunque di un medicinale particolare e molto specifico.
Il piano di trattamento, generalmente, prevede la somministrazione di quattro dosi in tre settimane.
Questo ciclo completo potrà essere ripetuto per otto cicli di trattamento nell’arco di sei mesi.

Quali sono gli effetti collaterali

Gli effetti collaterali che questo farmaco potrebbe creare sono differenti da individuo ad individuo, a seconda di una serie di fattori che variano a seconda di determinate condizioni.
Questi effetti sono tanti, ma i più comuni sono i seguenti:

Formicolio e intorpidimento di mani e piedi, possono capitare e sono causati dall’azione tossica del farmaco nelle zone nervose periferiche; questi casi a volte in alcuni soggetti possono divenire addirittura cronici.

Un altro sintomo è quello di episodi di diarrea che possono capitare con frequenze differenti, e va contrastato con l’assunzione di farmaci antidiarroici e con l’assunzione di molti liquidi, visto che in questi casi se ne perdono molti.

Possono capitare anche episodi di sintomi influenzali e cefalea che si combattono come la normale influenza, con farmaci adatti e bevendo molta acqua. Può capitare anche che si presenti una temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche di parte del midollo osseo, con la diminuzione dell’emoglobina che crea delle sensazioni di spossatezza, possibile insorgere di infezioni e piccole emorragie.
In questo caso è necessario contattare l’oncologo e l’ospedale per mantenere sottocontrollo la situazione con un continuo e costante monitoraggio della situazione.

Ci sono poi altri effetti collaterali che però sono meno frequenti rispetto ai precedenti.
Ad esempio potrebbe accadere che si presentino episodi di nausea e vomito, in questo caso sarà sufficiente assumere un farmaco antiemetico.
Potrebbero capitare casi di abbassamento della pressione, che creano sonnolenza, nausea e debolezza; in questi casi è importante avvisare e consultare il medico curante.

Infine potrebbero insorgere dei casi di stitichezza e debolezza, crampi addominali e muscolari e disidratazione, che vanno combattuti con le giuste contromisure, dopo aver consultato il medico.

Conclusioni

Il bortemozib è un farmaco chemioterapico che si riconosce nella categoria degli inibitori del proteasoma.
Il farmaco è in grado di agire sulla degradazione proteica delle cellule, favorendo il processo apoptotico delle cellule mielomatose ed agendo sul midollo osseo con la stimolazione del processo osteoblastogenetico.

Viene utilizzato per il trattamento del mieloma multiplo ed in alcuni casi viene associato ad altri farmaci per ottenere un effetto più soddisfacente.

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