tumore al seno
Ilenia Zelin
Ilenia Zelin

Cancro al Seno: Ricerca, Cos’è, Sintomi, Doxorubicina e Nanoparticelle

Indice

Ricerca italiana negli USA per il cancro al seno

Mauro Ferrari è uno scienziato italiano che ha cercato di applicare alla medicina le sue conoscenze nel campo delle nanotecnologie (nanomedicina) e della bioingegneria.
L’equipe di questo grande esponente, allo Houston Methodist Research Institute, negli Stati Uniti, in alcuni studi eseguiti nelle specie di roditori è riuscita ad ideare un farmaco selettivo nei confronti delle metastasi che il tumore al seno era andato a sviluppare in particolar modo ai polmoni ed al fegato riuscendo a neutralizzarle in circa la metà dei casi (vedi l’articolo in inglese).

Questo risultato sembra essere veramente straordinario se si pensa al fatto che questa tipologia di metastasi, fino ad ora, era risultata non trattabile e non attaccabile per cui non era ancora stata ideata una strategia terapeutica efficace. Questa inattaccabilità da parte dei farmaci sembra essere una conseguenza della non presenza nella superficie delle cellule tumorali dei tre più diffusi bersagli dei farmaci antitumorali: i recettori per gli estrogeni, quelli per i progestinici e la proteina HER2.

Attraverso un accurato studio riguardo le nanotecnologie applicate a questo campo si è riuscito a veicolare il farmaco all’interno della cellula tumorale. Il principio attivo in questione è la doxorubicina.

Cos’è il cancro al seno

Il seno è formato da un insieme di ghiandole e di tessuto adiposo e si trova tra la pelle e la parete del torace, in realtà, si tratta di un insieme di strutture ghiandolari chiamate lobuli che unite tra loro formano un lobo.
In ogni seno ci sono dai 15 ai 20 lobi. Il tumore al seno può essere una malattia molto grave se non viene individuata precocemente e curata. Si deve alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in maligne.

cancro al seno

Questo vuol dire che le cellule maligne si staccano dal tessuto che le ha generate e invadano i tessuti intorno. Poi, col tempo, il cancro si diffonde anche altri organi del corpo. Teoricamente si possono formare tumori da tutti i tipi di tessuti del seno, ma quelli più diffusi nascono dai lobuli.

Sintomi del cancro al seno

Solitamente le forme iniziali di tumore al seno non provocano dolore. Uno studio ha dimostrato che solo lo 0,4% che provava sensazioni dolorose aveva una lesione maligna, mentre il 12,3% aveva lesioni benigne, come le cisti, e negli altri casi non c’erano lesioni. Il dolore era provocato dalle naturali variazioni ormonali durante il periodo mestruale.

Prevenzione

Per prevenire il cancro al seno è importante fare autopalpazione per individuare eventuali noduli palpabili o visibili, anche se solitamente rappresentano una forma già avanzata, più difficile da curare.
Più della metà dei casi di tumore al seno si presenta nella parte superiore esterna della mammella.
Al fine di prevenire il tumore al seno, è importante segnalare al medico tutte le alterazioni del capezzolo o le perdite, i cambiamenti della pelle o della forma del seno, anche se la maggior parte delle neoplasie alla mammella non da segni evidenti della sua presenza e si vede solo con la mammografia, mentre nelle donne giovani, dai 30 ai 45 anni, con l’ecografia.

Doxorubicina

La Doxorubicina è un principio attivo presenta il vantaggio di avere un riscontro positivo da parte di quasi la totalità delle tipologie di cancro. E’ apprezzata soprattutto in:

  • quello della mammella
  • quello ovarico
  • ai testicoli
  • ai polmoni
  • alla vescica).

Tra le eccezioni, e quindi i tumori che non rispondono è importante ricordare: quelli che colpiscono il colon ed il rene ed i melanomi

doxorubicinaEffetti collaterali della Doxorubicina

Come tutti gli altri farmaci, antitumorali e non, anche la doxorubicina può dare il via allo scatenarsi di effetti collaterali. Tra questi i più salienti, fastidiosi e da non trascurare sono:

  • la riduzione delle cellule del sangue
  • anoressia
  • calvizie
  • senso di nausea e vomito
  • tossicità epatica e cardiaca

Quest’ultimo effetto collaterale può arrivare ad essere anche di grave entità se viene somministrata ad alti dosaggi e può sfociare nell’instaurarsi di uno stato di scompenso cardiaco congestizio. Ciò significa che il cuore non è in grado di pompare sangue in modo adeguato alla richiesta di questo da parte dei tessuti. Questa situazione può diventare, talvolta, irreversibile.

Se questo farmaco viene veicolato attraverso le nanoparticelle risulta essere particolarmente efficacie e, grazie alle proprietà cinetiche di questo stratagemma sembra essere minore anche l’insorgenza degli effetti collaterali (in quanto vengono ridotti i picchi di farmaco).

Sviluppo della nanomedicina ed applicazioni delle nanoparticelle

La nanomedicina sta facendo sempre di più passi avanti grazie alla grande possibilità d’applicazione ed agli innumerevoli vantaggi che apporta in terapia.
Le nanoparticelle sono molto piccole (come dice il nome stesso sono nel campo dei nanometri) hanno trovato la loro funzione nel modificare (a favore dello scopo ed in base a determinate caratteristiche chimico-fisiche della formulazione) la cinetica del farmaco in esame aumentandone la solubilità, conferendogli una durata d’azione maggiore ed alzare l’indice terapeutico (misura della sicurezza de farmaco).

Questa nuova tecnologia permette di poter raggiungere i siti d’azione in modo mirato e di avere una sufficiente concentrazione del farmaco nel sito cefalorachidiano in quanto sono in grado di attraversare la barriera emato-encefalica che è una struttura che serve a proteggere il tessuto cerebrale dai tossici.

Qui il passaggio è strettamente correlato dalla liposolubilità ed dalla presenza di trasportatori ed è ostacolato dai trasportatori d’efflusso e dalla presenza delle giunzioni serrate dell’endotelio (che non permette il passaggio delle sostanze ad alto peso molecolare, cosa che viene aggirata dalle nanoparticelle).

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