Bisturi iKnife
Francesca Limoni
Francesca Limoni

iKnife – il bisturi intelligente distingue i tessuti cancerosi

Indice

Disporre di strumenti all’avanguardia è fondamentale per qualsiasi medico chirurgo per garantire la totale sicurezza del paziende: iKnife è una delle invenzioni più innovative per nuove tecniche operative.

iKnife, nuova visione del bisturi

Il bisturi rientra sicuramente negli attrezzi necessari per ogni medico chirurgo in sede di operazione. Tramite questo strumento è possibile incidere la pelle ed i tessuti umani in maniera precisa ed estremamente lineare. Si tratta di uno degli strumenti più antichi e, ad oggi, la prospettiva di questo potrebbe avere un netto cambiamento grazie ad una recente innovazione. iKnife è il nuovo tipo di bisturi a disposizione dei medici: uno strumento innovativo e di grande utilità per operare pazienti con patologie cancerose e con una elevata concentrazione di cellule tumorali. Il nome dato a questo speciale bisturi sta per coltello intelligente ed è un sistema messo a punto da studiosi dell’Imperial College di Londra che per diversi anni ha lavorato a questo strumento. La funzione principale di iKnife è quella di poter riconoscere in maniera efficace le cellule tumorali da quelle sane, in maniera tale da garantire la rimozione solo di quelle che causano la patologia.

Problematiche superate con iKnife

L’intervento chirurgico è uno degli interventi più efficaci per garantire l’asportazione completa di cellule tumorali dai tessuti umani. Stando anche a quanto riportano recenti dati, il numero di operazioni del genere è in netto aumento. Uno dei problemi principali che qualsiasi medico chirurgo si trova ad affrontare in sede di operazione è la capacità di garantire la totale rimozione di cellule tumorali evitando qualsiasi pericolo per la salute del paziente o menomazioni. Un esempio efficace di ciò è l’intervento in caso di tumore al seno: per non influire negativamente sull’aspetto psicologico delle pazienti, molti chirurghi preferiscono intervenire solamente nella zona dove è concentrato il nodulo tumorale senza intaccare l’aspetto del seno. Migliora sicuramente la salute del paziente, ma questa tecnica conservativa potrebbe non essere del tutto risolutiva in quanto potrebbero restare residui di cellule tumorali. I dati in merito a questo fenomeno non sono incoraggianti, con un caso su cinque di possibile nuova metastasi pur dopo asportazione locale. Inoltre, normalmente i tempi di diagnosi ed intervento tendono ad allungarsi anche perché si preferisce effettuare un esame istologico estemporaneo che richiede fino a mezz’ora per avere dei risultati. Con iKnife tutto ciò viene risolto in maniera semplice e soprattutto efficace.

Vantaggi e caratteristiche di iKnife

Il nuovo bisturi iKnife che la maggior parte dei chirurghi potrebbe avere a disposizione prossimamente, dall’aspetto, è uguale ad un normale elettrobisturi. Infatti, garantisce un corretto intervento a livello cutaneo sfruttando la corrente elettrica, oltre a favorire anche l’elettrocoagulazione del sangue. Proprio nel momento in cui sui vasi sanguigni vi è questo tipo di azione elettrica, vengono emessi dei vapori, proprio come succede quando si mette la carne a cuocere su una piastra calda. Su questo importantissimo aspetto hanno posto la loro attenzione gli esperti dell’istituto britannico che hanno deciso di creare uno strumento che sia in grado di analizzare questi vapori emessi dalle cellule dei tessuti umani. Mediante REIMS, ovvero uno spettrometro di massa, vengono analizzati i parametri legati a questi vapori e si riesce facilmente ad individuare anche il tessuto di origine. Gli studi e le prove di laboratorio si sono concentrati su campioni istologici prelevati durante operazioni chirurgiche sia da pazienti sani che da pazienti affetti da patologie cancerose.

Dati sperimentali e funzionamento di iKnife

I dati sperimentali che si sono ottenuti durante la fase di studio di questo nuovo strumento sono stati molto interessanti e hanno permesso di approfondire gli studi in merito a questo speciale tipo di bisturi. Secondo i dati preliminari che hanno riguardato i campioni di 91 pazienti, l’attendibilità di iKnife si è attestata su una percentuale del 100%. Dunque, il funzionamento di questo speciale bisturi sembra essere effettivo, con la concreta possibilità per il chirurgo di riconoscere le cellule tumorali da quelle sane, evitando conseguenze spiacevoli per la salute del paziente. Nel momento in cui iKnife viene utilizzato, col suo meccanismo di elettrobisturi determina l’emanazione dei vapori provenienti dai tessuti e vasi sanguigni. Proprio questi verranno analizzati e in pochissimi secondi faranno comparire su un display fornito al chirurgo una sorta di semaforo che gli permetterà di capire dove e cosa asportare e cosa invece no.

Semaforo verde in caso di tessuto sano, rosso per quanto riguarda quei tessuti che vanno ulteriormente analizzati per determinare l’effettiva presenza di cellule tumorali. In caso di luce gialla, è necessario provvedere ad una analisi istologica più specifica perché potrebbero esserci cellule tumorali pericolose per la salute del paziente.

iKnife e le prospettive innovative della chirurgia

L’innovazione è sicuramente un elemento fondamentale per quanto riguarda la chirurgia. Proprio attraverso interventi chirurgici è possibile asportare cellule tumorali dall’organismo umano. L’invenzione di iKnife potrebbe aprire diverse nuove prospettive nel mondo della chirurgia, a partire da un nuovo utilizzo dell’elettrobisturi. Mediante l’analisi REIMS, infatti, viene creato un collegamento tra la letteratura scientifica di riferimento che permette di capire in tempi stretti e con buona efficacia in quale tessuto ci si trova. La maggior parte delle operazioni di asportazione di tumore coinvolgono principalmente tumori solidi, ma a breve potrebbe riguardare anche altri tipi di cancro. Stando alle dichiarazioni del vero e proprio inventore di iKnife, Zoltan Takats, questo strumento potrebbe essere a disposizione dei chirurghi in breve tempo poiché sono stati ottenuti dati davvero molto incoraggianti. Viene nettamente migliorata la precisione dell’intervento chirurgico, conferma il dottore dell’Imperial College di Londra, cosa che prima non era possibile per operazioni di questo tipo. Le prospettive più incoraggianti riguardano il pericolo di recidive in soggetti che hanno avuto tumori e soprattutto la possibilità di allungare la vita del paziente anche dopo l’operazione.

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