Herceptin ed il suo principio attivo: il trastuzumab

Herceptin ed il suo principio attivo: il trastuzumab

Il trastuzumab è il principio attivo contenuto nella specialità Herceptin. Questo farmaco viene ad essere particolarmente utile nel caso in cui si presenti la situazione della comparsa di tumore al seno (sia questo agli stadi iniziali oppure già metastatico) che prevede che nella superficie delle cellule tumorali ci sia la presenza di HER2, una proteina. Può essere utilizzato sia in monoterapia che in associazione seguendo un protocollo, dunque, di politerapia.
Si tratta di un anticorpo monoclonale che va ad individuare e ad interagire con delle sostanze specifiche denominate genericamente antigeni (in questo caso con HER2). Questo legame va ad attivare ed a scatenare una risposta da parte delle cellule del sistema immunitario che vanno a loro volta a distruggere le cellule interessate.
Date queste importanti caratteristiche, prima di cominciare il trattamento, il medico specialista andrà a valutare la quantità effettiva di questo antigene in quanto verrà somministrato solamente alle pazienti che ne presentano un dosaggio elevato.

Via e metodo di somministrazione

La forma farmaceutica in cui è disponibile è la polvere; questa poi viene utilizzata per far si che il farmaco possa essere somministrato per via endovenosa.
Il trattamento viene praticato in day hospital e segue un protocollo differente a seconda che si tratti della prima o delle successive somministrazioni.
La prima infusione viene eseguita in modo lento, al paziente vengono richiesti circa 90 minuti, mentre nelle successive infusioni il tempo occupato rappresenta circa un terzo rispetto la prima.
Secondo la terapia standard il ciclo prevede sei infusioni; tuttavia si può proseguire nella somministrazione fino a quando il tumore risponde bene al farmaco e quindi questo riesce a controllarlo ed ad impedirne l’avanzamento.

Studi e risultati

Nel corso dei numerosi studi riguardanti questo farmaco sono stati evidenziati risultati sia nel caso in cui la sostanza somministrata da sola che in associazione con altri farmaci.
Prendendo come campione un gruppo di donne con una tipologia di tumore mammario metastatico è stato evidenziato che quindici persone su cento hanno risposto a trastuzumab quando lo stesso campione di pazienti non aveva dato una risposta positiva ad altri farmaci normalmente utilizzati in chemioterapia. Nei casi in cui veniva dato in associazione con altri farmaci come pacilitaxel oppure docetaxel la percentuale delle donne che hanno risposto positivamente è salita fino a percentuali che si aggirano attorno al 50-60%.

Effetti avversi, reazioni allergiche e possibili interazioni con altri farmaci

Come tutti i farmaci anche il trastuzumab può far insorgere degli effetti collaterali di entità ed intensità differente a seconda del profilo delle pazienti. Tra questi i più comuni riguardano l’insorgenza di:

  • sintomi simil-influenzali
  • dolori di entità leggere laddove si è sviluppata metastasi (in questo caso si può intervenire con un analgesico)
  • diarrea
  • mal di testa
  • dolore di tipo anginoso (percepibile nella zona sotto sternale e talvolta anche all’epigastro)
  • riduzione dell’efficienza cardiaca

A tal proposito ai pazienti che dovranno cominciare a seguire il trattamento con trastuzumab verrà controllata la funzionalità del cuore prima, durante ed al termine del ciclo di cura. Dopo l’ultima somministrazione sarà comunque tenuto sotto controllo per cinque anni.
Tuttavia gli effetti avversi risultano essere lievi perché si tratta di un farmaco che da un punto di vista farmcodinamico ha alta selettività per le cellule tumorali mammarie.

Potrebbe anche venirsi a verificare il caso d’insorgenza di allergie che, nella maggior parte dei casi, si manifestano con:

  • eruzioni cutanee
  • prurito
  • rossore a livello del viso
  • vertigini
  • mal di testa
  • comparsa di stati ansiosi

Inoltre l’uso è sconsigliato nei pazienti che presentano problemi collegati alla respirazione anche in una condizione di riposo e che, pertanto, richiedono trattamenti con l’ossigeno (questi possono essere dovuti alla progressione della neoplasia).

Nonostante gli effetti avversi che possono venire a verificarsi il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha deciso positivamente per la sua immissione in commercio a causa del rapporto favorevole benefici/rischi.

E’ importante sempre consultare il medico od uno specialista in caso fosse necessario cominciare una terapia (cronica o meno) con altri farmaci in quanto potrebbero venirsi a verificare interazioni a livello metabolico.

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