Valeriana: cos’è, proprietà, effetti collaterali

La valeriana è una pianta rigorosa e perenne appartenente al genere delle Valerianaceae. Cresce spontaneamente in Europa centro-settentrionale e nell’Asia del Nord e viene coltivata in Giappone e in Nord America.

Questa pianta emana un profumo caratteristico che agli umani può apparire sgradevole, ma che è considerato molto attraente dai felini (non a caso la valeriana è nota anche come “erba dei gatti”). Scopriamo insieme quali sono le proprietà della valeriana, come e quando utilizzarla e se ha effetti collaterali da conoscere. 

Il nome botanico valeriana officinalis deriva dal verbo latino valere che significa “crescere in maniera rigorosa” ma anche “stare bene” ed è un chiaro riferimento alle rinomate virtù calmanti di questa pianta, ben note sin dall’antichità. Il suo uso come rimedio fitoterapico è attestato all’epoca dei Romani e degli antichi Greci. Sia Ippocrate che Galeno citavano nei loro scritti la valeriana come rimedio per l’insonnia. Nel Cinquecento, in epoca rinascimentale, questa pianta era usata per combattere il nervosismo, i tremori, il mal di testa e le palpitazioni di cuore. Tre secoli più tardi, nel corso dell’Ottocento, la valeriana perde appeal come erba medicinale poiché si riteneva che non avesse alcun beneficio, ma fosse una pianta stimolante. Torna alla ribalta come rimedio fitoterapico durante la Seconda Guerra Mondiale. In particolare veniva data ai soldati inglesi per ridurre lo stress causato dagli orrori della guerra e dai bombardamenti. 

Proprietà

In commercio troviamo numerosi integratori a base di valeriana, ma anche la tintura madre e i preparati per gli infusi. Prima di usarli, è bene conoscere le reali proprietà di questa pianta. La droga è contenuta nel rizoma e nelle radici. 

Oggi la valeriana viene usata per molteplici ragioni tra cui:

  • disturbi del sonno (agisce come sedativo, solitamente in combinazione ad altre sostanze ed erbe e viene usata come rimedio naturale al posto dei sonniferi) 
  • ansia e stress psicologico (agisce come calmante di particolari stati psicosomatici che causano al soggetto agitazione, palpitazioni e nervosismo)
  • asma nervosa
  • ipocondria
  • mal di testa ed emicrania
  • isteria
  • colite nervosa
  • epilessia (come cura per le convulsioni epilettiche) 
  • tremori lievi
  • iperattività e sindrome da deficit dell’attenzione (ADHD)
  • dolori muscolari ed articolari
  • sindrome da stanchezza cronica (CFS)
  • crampi mestruali e altri disturbi della sindrome premestruale
  • sintomi della menopausa (come cura per le vampate di calore e l’irritabilità) 

Ansia

Gli estratti di radice di valeriana sin dall’antichità venivano usati e prescritti come cura per l’ansia. Non ci sono studi scientifici a sostegno di questa tesi, ossia dell’effettiva proprietà calmante di questa pianta. Tuttavia numerosi soggetti che assumono integratori a base di valeriana confermano il suo effetto sedativo e un loro miglioramento in termini di riduzione dell’ansia e diminuzione dello stress nervoso. Le proprietà ansiolitiche della pianta della valeriana sono dovute ai principi attivi noti come valepotriati e contenuti essenzialmente nella radice. Queste sostanze agiscono sul sistema nervoso centrale inibendo i neurotrasmettitori ansiogeni. L’unica pecca è che si degradano facilmente se sottoposti a umidità o sbalzi di temperatura e quindi a ciò sarebbe dovuta la scarsa efficacia riscontrata in alcuni soggetti che l’assumono. Per combattere l’ansia e la tensione nervosa la valeriana va assunta 3 volte al giorno per un periodo minimo di 28 giorni per vedere i primi risultati. La posologia esatta giornaliera è la seguente: 450 mg di estratto secco, 4,5 g di tisana o 150 gocce di tintura. Non bisogna mai eccedere con il dosaggio o assumerla senza consultare il proprio medico di base, poiché la valeriana provoca discreti effetti collaterali. Non va assunta da chi assume già antidepressivi o barbiturici o se il soggetto affetto da ansia ha meno di 12 anni. 

Valeriana

Valeriana per dormire

Uno degli usi più comuni e noti della valeriana è contro l’insonnia. Assumere valeriana migliora la qualità del sonno, diminuisce il tempo necessario ad addormentarsi e anche il numero di risvegli notturni. A tal scopo può essere assunta in compresse (integratori) o come infuso o tintura madre. Se assunta come infuso, l’effetto è più blando e solitamente viene associata ad altre erbe come melissa, passiflora, biancospino e tiglio. La valeriana come rimedio per l’insonnia non è consigliabile in gravidanza e durante l’allattamento né per i bambini al di sotto dei 3 anni di età. Un sovradosaggio causa l’effetto opposto a quello desiderato, ossia aumenta l’insonnia e provoca anche tachicardie. 

Nel caso di un uso prolungato come rimedio per dormire, si possono verificare effetti indesiderati come tremori, sonnolenza diurna, tachicardie e diminuzione della concentrazione. 

Effetti collaterali

Naturale non è sempre sinonimo di sicuro. La valeriana è un rimedio naturale usato specialmente per problematiche quali ansia e insonnia, ma non va assunto alla leggera. Bisogna sempre rispettare la posologia indicata, poiché un sovradosaggio di valeriana o semplicemente un suo prolungato provoca:

  • emicrania
  • insonnia
  • pressione alta
  • eccitabilità

In caso di dosi superiori ai 900 mg di estratto secco al giorno sono attestati casi di delirio con crisi forti di tachicardie. 

Inoltre la valeriana non è consigliata a tutti indistintamente. Alcuni soggetti mostrano possibili effetti collaterali quali disturbi gastrointestinali, tachicardie, mal di testa e capogiri nonché sonnolenza diurna. In casi non rari chi assume valeriana la sera, il mattino successivo lamenta problemi di concentrazione e diminuzione del tempo di reazione e vigilanza.  

Non possono assumere la valeriana i bambini al di sotto dei 12 anni di età, le persone affette da depressione o che assumono farmaci antidepressivi come barbiturici e  i soggetti che prendono farmaci metabolizzati dal fegato. Inoltre è bene sapere che la valeriana interagisce sia con l’alcol etilico causando maggior sonnolenza e debolezza fisica, sia con i sedativi. Chi assume morfina, xanax, valium, tavor, ma anche integratori a base di iperico e melatonina non può prendere contemporaneamente la valeriana. 

La valeriana è assolutamente sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento. Si tratta di un periodo molto delicato della vita della donna ed è meglio consultare sempre il proprio medico di fiducia, prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco o rimedio fitoterapico.