Vino e frutta possono contrastare il declino cognitivo?

Una dieta equilibrata ci permette di condurre uno stile di vita sano. Ecco cosa consumare.

La scienza non ha mai smesso di cercare soluzioni per migliorare la qualità della vita e della salute delle persone, contrastando anche il declino cognitivo. Numerosi studi effettuati hanno dimostrato che adottando un’alimentazione sana e varia fin da giovani preserva dall’insorgere delle malattie più comuni, compresi i tumori. Ad oggi, si può parlare di cibi-medicina, anche se comunque nessuna dieta ci può garantire vita eterna.

Grazie a delle scoperte però, possiamo scegliere di prenderci cura di noi stessi già a tavola. In questo modo faciliteremo il lavoro al nostro organismo, che più forte è più contrasta malanni, malattie e declino cognitivo compreso.

Oltre all’Alzheimer esistono tante altre patologie a danno del cervello, che si possono manifestare anche alle persone più giovani. Secondo alcune osservazioni, l’età a rischio si sta abbassando con le nuove generazioni. C’è un’ipotesi su cui sono d’accordo tutti gli scienziati, ovvero che a causare i danni siano infiammazioni originate da diverse cause. Se si riesce a combattere l’infiammazione si attua una sorta di scudo protettivo, che prevenisse l’insorgere delle comorbidità: patologie accessorie che si manifestano durante il decorso delle altre malattie.

Vino e frutta - Foto di Rachel Claire/ Pexels.com
Vino e frutta – Foto di Rachel Claire/ Pexels.com

Gli effetti benefici dei flavonoidi

Torniamo all’alimentazione e alla dieta salutare. Un recente studio conferma gli effetti benefici di alcune sostanze, i Flavonoidi. Queste si trovano naturalmente in alcuni alimenti come frutta e verdura, ma anche tè e vino. Secondo gli esperti, assumere una quantità equilibrata di questi alimenti significa assicurare un minor declino cognitivo.

Thomas Holland, del Rush University Medical Center di Chicago, ha effettuato uno studio sulla salute di ben 961 persone. I soggetti erano over 80 e non presentano alcun problema di carattere cognitivo. Sono stati esaminati per 8 anni. I soggetti sono stati divisi in 5 gruppi a cui sono state somministrate diverse quantità di flavonoidi. Naturalmente, gli scienziati hanno preso in considerazione anche altri parametri come attività fisica e fumo.

Durante tutti questi anni di osservazione, i ricercatori hanno posto diversi quesisti ai soggetti e li hanno anche sottoposti a 19 test mnemonici e di valutazione della concentrazione. Alla fine, si è scoperto che il punteggio cognitivo delle persone che avevano il più alto apporto di flavonoli diminuiva a un tasso di 0,4 unità per decennio più lentamente rispetto alle persone che ne consumavano di meno. Dunque, l’assunzione di Flavonoidi ha protetto di più le persone dal fisiologico declino cognitivo. 

Dieta salutare - Foto di Andres Ayrton/ Pexels.com
Dieta salutare – Foto di Andres Ayrton/ Pexels.com