Carenza Vitamina D: sintomi e conseguenze della vitamina D bassa

La vitamina D, o calciferolo, è una vitamina liposolubile presenti sia negli alimenti di origine vegetale (vitamina D2) che negli alimenti di origine animale (vitamina D3); quest’ultima forma viene anche prodotta autonomamente dall’organismo grazie all’esposizione alla luce solare ed alla modificazione chimica in fegato e reni. La vitamina D è importantissima per la salute delle ossa, per le quali svolge un’azione simile a quella di un ormone.

Vitamina D per le ossa

Nell’apparato scheletrico, la vitamina D stimola l’assorbimento del calcio e del fosforo, due minerali fondamentali per il mantenimento della struttura scheletrica e per la formazione stessa dell’osso in età neonatale ed infantile. Per questo motivo è essenziale che i bambini sin dalla nascita assumano una dose sufficiente di vitamina D.

Il calciferolo è in grado di stimolare la sintesi di proteine specifiche che trasportano il calcio, intervenendo a livello delle cellule intestinali, ed aumentando l’assorbimento di fosforo e magnesio. A livello osseo, la vitamina D interagisce con il paratormone – un ormone prodotto dalle paratiroidi – modulandone l’azione ed anche la secrezione.

Carenza di vitamina D

Nella letteratura scientifica e nella pratica clinica è noto che la carenza di vitamina D (ipovitaminosi) causa ipomineralizzazione, ovvero diminuzione del contenuto minerale osseo, con gravi conseguenze a livello dello scheletro (rachitismo nei bambini ed osteomalacia negli adulti). Le persone con carenza di vitamina D generalmente non si espongono a sufficienza al sole, dato che solo il 20% del fabbisogno di vitamina D deriva dal cibo, mentre ben l’80% deriva dalla luce solare che catalizza la produzione della forma prodotta dall’organismo. A sostegno di ciò, a soffrire di carenza sono soprattutto gli abitanti dei Paesi nordici, adulti e bambini che stanno troppo al chiuso e gli anziani che sintetizzano meno vitamina D. Vi consigliamo questo integratori disponibile su Amazon.it.

I sintomi iniziali della carenza di vitamina D sono innanzitutto la riduzione sierica di fosforo e calcio ed iperparatiroidismo secondario (eccessiva produzione di paratormone per assenza del meccanismo di feedback negativo). Più tardivamente si verificano demineralizzazione ossea, fragilità ossea, osteoporosi, fragilità di unghie e capelli, psoriasi, ingrossamento articolare, dolori osteo-articolari, ipertensione, sintomi neurologici da abbassamento dei livelli di serotonina (irritabilità, depressione, tristezza).

La vitamina D è implicata non solo nella mineralizzazione ossea, ma anche in altri processi metabolici di fondamentale importanza, per cui la carenza determina anche diabete, sarcopenia (riduzione della massa muscolare tipica degli anziani), malattie cutanee, autoimmuni e respiratorie.

Vitamina D bassa: quali conseguenze

Le conseguenze di una carenza prolungata e severa di vitamina D sono il rachitismo nel bambino e l’osteomalacia nell’adulto. Il rachitismo appare nei bambini di 4-24 mesi di età e consiste nella scarsa mineralizzazione dell’osso. I minerali sono essenziali per la rigidità e la resistenza ossee e la loro carenza provoca deformazioni scheletriche: nei primi mesi di vita è il cranio a subirne le conseguenze con rammollimento delle regioni occipitali e temporali e ritardo di chiusura della fontanella, mentre dopo i 6 mesi si possono verificare ipertrofia delle giunzioni osteo-condrali ed incurvamento delle ossa lunghe degli arti inferiori.

Nell’adulto è definito osteomalacia il tipico quadro da carenza di vitamina D, che si manifesta con debolezza muscolare, dolori alla colonna vertebrale, andatura incerta, fragilità ossea specie della spina dorsale, delle costole e del bacino, bassa densità ossea e presenza di pseudo-fratture, altissimo rischio di fratture ai polsi ed al bacino.

Gli anziani sono particolarmente esposti alla carenza di vitamina D perché il loro organismo ne produce in minore quantità. Inoltre spesso gli anziani sono colpiti da altre malattie croniche, devono assumere numerosi farmaci e di conseguenza tendono a diventare meno aderenti alle terapie.

Valori di riferimento vitamina D

La concentrazione ideale di vitamina D è tra 30 e 60 ng/ml; si parla di insufficienza dai 10 ai 30 ng/ml e di carenza al di sotto dei 10 ng/ml.
Nella tabella che segue sono riportati i valori di riferimento per una situazione di carenza, insufficenza, normalità, eccesso e intossicazione.

Definizione ng/nl
Carenza <20
Insufficenza 20-30
Sufficenza >30
Eccesso >100
Intossicazione >150

Alimenti per integrarla

Essendo la vitamina D liposolubile, la si ritrova in abbondanza nei pesci grassi (sardine, trota, salmone, alici, sgombro, aringhe, tonno, pesce spada), nell’uovo intero, nel latte e nei latticini ed in alcune tipologie di carne. Esistono anche alimenti addizionati di vitamina D. 

Farmaci per integrarla

Per evitare carenze di vitamina D è molto importante trascorrere del tempo (almeno mezz’ora alla settimana) all’aria aperta ed alla luce del sole, con gambe e braccia scoperte e senza crema solare, se è possibile. Ci sono però soggetti che sono particolarmente esposti alla carenza, ad esempio chi soffre di malassorbimento gastrico, patologie intestinali, insufficienza renale o chi usa farmaci che interagiscono con il metabolismo della vitamina D. Anche le persone obese sono a rischio, perché la vitamina D è lipofila e viene “catturata” dal tessuto adiposo.

Esistono integratori di vitamina D in diverse forme: gocce, compresse, estratti adatti anche all’alimentazione vegetariana e vegana. Alcuni integratori sono anche addizionati di vitamina K ed antiossidanti. Alcuni di questi integratori naturali che non necessitano di prescrizione medica sono Liquid Vita D3 (Solgar), D Complex 1000 (Long Life), Vitamina D (Metagenics), Vegan D3 (Nutriva), Vitamina D3 (Naturès Plus), Vitamina D3 5000 da funghi, Vegan (Naturès Plus).

Attenzione: non bisogna assumere vitamina D senza aver eseguito esami del sangue e senza la prescrizione medica. L’eccesso di vitamina D può causare sindromi da ipervitaminosi con una serie di conseguenze acute e croniche.

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